Procida 2022, ormai è ‘sulla bocca di tutti’ e anche e soprattutto nel cuore!

In questo importate momento storico del Turismo che cerca di riprendersi e riaprire al mondo le sue meraviglie per farle scoprire e riscoprire, Procida sarà la perla del Mediterraneo per un anno intero, e con essa tutti i collegamenti e promontori della terraferma. Tanti i luoghi da scoprire, tante le storie da raccontare, tanti i monumenti e i paesaggi da ammirare… e anche storie che vanno OLTRE!

Vi è una zona particolarmente conosciuta per i racconti che vi aleggiano, che già dal nome fanno pensare a qualcosa di ‘particolare’… Acquamorta!

fonte ph: wikipedia

Il suo territorio rappresenta la parte più estrema della penisola flegrea, riferibile in un promontorio dei Campi Flegrei prospiciente all’isola, da cui è separata da uno stretto tratto di mare detto per l’appunto ‘canale di Procida’. Al largo, in direzione ovest si trova l’Isolotto di San Martino: un isolotto ormai non più unito con la terraferma a causa del crollo del ponte che lo collegava col tunnel. Tra le insenature del Monte di Procida, dove già nel neolitico medio-superiore vi sono testimonianze di popolazione, vi è una piccola spiaggia che si fa spazio tra le insenature del Monte e che guarda all’isola. La spiaggia di Acquamorta, bellissima e suggestiva già dal nome, ha un significato antico. Qualcuno sostiene che si chiami così per le sue correnti calme, ma la verità si cela dietro una leggenda o storia antica.

Vi era una splendida e giovane fanciulla, di nome Acqua, che sfuggiva da sempre alle pressioni paterne che la volevano sposa ad un uomo più anziano. Più volte per non farsi trovare ella si nascondeva e si rifugiava, proprio su questa spiaggia, dove tuffandosi in acqua si lasciava cullare. Un giorno, però, si spinse troppo al largo e rischiò di annegare, ma un giovane pescatore procidano la salvò e da quel giorno, il ragazzo attraccava con la sua barchetta proprio lì, a due passi dalla spiaggia, per poter vedere la fanciulla. Ma, secondo alcuni grazie ad un anatema del padre che scoprì ‘i due amanti’, il destino si accanì contro il loro amore, e il pescatore, di nome Giosuè non tornò sulla terraferma, e perse la vita in una tempesta in mezzo al mare.

La ragazza, Acqua, vinta dal dolore decise di uccidersi gettandosi in mare, nella speranza di ricongiungersi per sempre al suo amore. Secondo le narrazioni anche il suo corpo non fu mai ritrovato, e da allora, la spiaggia venne chiamata da tutti “Acqua morta”. Un luogo che quando la tempesta soffia e si scatena secondo le dicerie, si arricchisce delle voci dei due amanti, che sussurrano i loro nomi, cercandosi nella bufera, fin quando si trovano e tutto tace, comprese le acque e il vento placate dall’amore.

Fonte ph copertina: Wikipedia – Edvard Munch Summer night, Inger on the beach (1889)