Da più parti e da qualche anno il presepe o il presepio è al centro di dibattiti, polemiche, simbolo di presunta offesa a chi professa altre religioni, ma per molti è una semplice rappresentazione della nascita di Gesù. Ha origini medievali.

Questa tradizione, all’inizio prettamente italiana, si è un po’ diffusa in tutti quei paesi cattolici del mondo.

Le fonti per il presepe partono da 180 versetti del Vangelo di Matteo e di Luca. Altri elementi provengono dai vangeli apocrifi.

Questa composizione raffigurante la nascita di Gesù Cristo viene sempre allestita nelle feste natalizie. Vengono rappresentate Maria, Giuseppe, il Bambino Gesù, l’asino e il bue, i pastori, i re magi, la grotta o la capanna, la mangiatoia, gli angeli.

Le statuette che rappresentano questi personaggi sono fatte di vari materiali. Di regola la statuetta del Bambin Gesù viene apposta nel suo giaciglio tra la mezzanotte del 24 dicembre e il 25 dicembre. Le statuette dei Re magi vengono disposte vicino alla grotta o capanna nel giorno dell’epifania.

Naturalmente esistono presepi di un certo valore artistico di qualche secolo fa, come pure presepi costruiti sul momento. Spesso le tradizioni locali prevedono molti altri personaggi in aggiunta a quelli testè indicati, come i pastori, esercenti arti e mestieri, come l’arrotino, il mercante di pesce, il fruttaiolo, il macellaio, ecc. In varie località del nostro paese c’è un altro modo per allestire il presepio: si tratta del presepe vivente, costituito da persone vere. Anche quest’ultima usanza ha origini medievali.

Come molti altri vocaboli, il termine presepe deriva dal latino “praesaepe”, cioè mangiatoia o recinto chiuso dove anticamente si custodivano pecore e capre: infatti “prae” significa “innanzi” e “saepes” significa “recinto”, cioè luogo che ha davanti un recinto. Questo termine viene utilizzato in Italia, in Ungheria, in Portogallo ed in Catalogna. Da ricordare che la più antica raffigurazione della Vergine con il Bambin Gesù è presente nelle catacombe di Priscilla sulla via Salaria a Roma, opera di un artista ignoto del III secolo d.C. L’opera è ubicata dentro un arcosolio del II secolo d.C.

Alcuni pittori del Quattrocento raffigurarono scene della natività: tra questi Botticelli, Giotto, Piero della Francesca. Anche scultori famosi come Andrea e Duca della Robbia rappresentarono le predette scene in bassorilievi. La predetta usanza raffigurante la natività ha origine già all’epoca di San Francesco d’Assisi che nel lontano 1223 d.C. riuscì a realizzare a Greggio la prima rappresentazione della natività, su espressa autorizzazione del Papa Onorio III°.

Questa tradizione del presepe si diffuse anche nel XVI° secolo, fino ad arrivare nel Regno di Napoli dei Borbone. Iniziò a comparire nelle case dei nobili di quell’epoca. Nel settecento addirittura nacquero grandi produzioni di statuette in terracotta raffiguranti i vari personaggi, specialmente a Napoli, Genova, Bologna, Roma, in Umbria e nelle Marche, fino ad arrivare ai nostri giorni. Divenne ben presto una rappresentazione da fare in ogni cosa proprio in occasione delle feste natalizie. Il più antico presepio al mondo è quello di Santa Maria Maggiore a Roma, opera di Arnolfo di Cambio e risale al 1289 d.C. Rappresentazioni antiche della natività del quattrocento sono presenti anche a Napoli in particolare a San  Giovanni a Carbonara. Alcuni cercarono di trovare le radici dei presepi naturalmente con significati religiosi diversi, nella figura dei Larii, usanza presente nelle culture etrusca e latina. I Larii erano gli antenati defunti che vegliavano sulle famiglie. Il 1° dicembre 2019 Papa Francesco si è recato a Greggio, proprio dove San Francesco d’Assisi realizzò il primo presepe della storia. Qui ha detto: “tradizione delle nostre famiglie che prima di Natale si industriano a preparare il presepe”. Ha anche sostenuto l’abitudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle piazze, ecc.

Ed è proprio, credo, con questo suo messaggio di amore e pace che il Papa ha indirettamente voluto mettere fine ad eventuali polemiche sul mettere il presepe soprattutto negli edifici scolastici, nei luoghi di lavoro, oltre che nelle nostre case. Non possiamo che avallare il suo sostegno in termini di precisazione sulla bella tradizione cristiana e cattolica. Ha terminato quella visita con queste parole “ognuno di noi si fa portatore della bella notizia presso quanti incontra, testimoniando la gioia di aver incontrato Gesù ed il suo amore con concrete azioni di misericordia”.