A Pompei, in questi giorni, due meraviglie tornano ad offrirsi agli occhi dei visitatori, schiudendosi come bei fiori estivi, e ben due degli edifici tra i più famosi del sito archeologico risorgono dopo alcuni complessi lavori di manutenzione, dato che ritornano alla vita la Villa dei Misteri ed il Lupanare. Quello che viene considerato come uno straordinario complesso suburbano della Villa dei Misteri, un tempo dotato di affaccio panoramico sul mare, prende il nome dal famoso salone degli affreschi che raffiguravano riti misterici in onore di Dioniso, al centro della parete centrale assieme alla sua sposa Arianna, che ora saranno debitamente illustrati, nelle figure salienti, anche da una nuova struttura a pannelli.

In precedenza, il complesso comprendeva anche un quartiere destinato alla produzione del vino, risalente al II secolo a.C., ma trovò la sua forma attuale intorno agli anni 80-70 a.C., periodo al quale sembra risalire anche il fregio dei misteri e, per arrivare alla villa, si dovrà percorrere la via Consolare e la via dei Sepolcri che attraversano la Necropoli di Porta Ercolano, con l’accesso all’edificio che prevede l’uscita obbligatoria dalla Villa. A riaprire sarà anche il Lupanare, un edificio di due piani destinato all’esercizio della prostituzione, una pratica attestata in città anche in alcuni ambienti di domus o osterie, con una caratteristica carrellata di immagini con scene erotiche che decora i corridoi del piano terra, che servivano ad illustrare come in un catalogo le prestazioni e, a breve, rientreranno tra le domus visitabili anche la casa dell’Efebo e la casa di Sirico, oltre a d essere in programma l’apertura del thermopolium nella Regio V, l’area dei nuovi scavi.

 

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