Marte fa sempre parlare di se, con il pianeta rosso sotto la lente di ingrandimento di scienziati, studiosi, appassionati, e cacciatori di anomalie che vengono riscontrate grazie a  deduzioni logiche e visive di esami dettagliati, dai massimi ingrandimenti, alle foto che giungono a Terra inviate dalle sonde americane presenti sul suolo  e in orbita.

Dopo l’annuncio ufficiale della Nasa del ritrovamento di acqua liquida sul suolo marziano, dall’esame dettagliato di alcune foto del pianeta saltano fuori le cosiddette anomalie, dettagli non riconosciuti ufficialmente dalle autorità della Nasa ma che destano dubbi e curiosità e che fanno lievitare l’ipotesi che un tempo Marte fosse un pianeta abitato da una antica civiltà misteriosamente scomparsa, con immagini che hanno richiamato l’attenzione grazie all’individuazione di dettagli strani ed inquietanti. Un’ immagine del rover Curiosity, scattata all’interno del cratere Gale, rivelerebbe una strana formazione rocciosa e, dall’ingrandimento somiglierebbe incredibilmente allo scheletro fossile di un dinosauro! Se così fosse, la notizia sarebbe straordinaria, forse addirittura più importante dell’acqua. Si pensa che i resti siano alquanto simili alla struttura scheletrica dei Draghi di Komodo, enormi lucertole terrestri capaci di sopravvivere in ambienti molto difficili.

E’ possibile che una specie di rettile assimilabile a quelli preistorici terrestri sia esistita su Marte? Si tratta realmente dei resti fossilizzati di un’antica creatura marziana oppure è solo un bizzarro inganno della nostra percezione? Per la Nasa si tratta solo di rocce dall’erosione insolita e che i cacciatori di anomalie sono vittime della pareidolia, l’illusione ottica provocata da quei meccanismi del cervello che non sopporta le informazioni incomplete e che fa vedere oggetti e forme familiari anche dove non ce ne sono! Ma se il dinosauro può essere una illusione ottica, cosa si può dire della foto che ritrarrebbe una formazione circolare composta da monoliti, alla stregua di Stonehenge, battezzata dagli scopritori “Marshenge”? Un’immagine ad alta risoluzione della superficie del Pianeta Rosso, mostrerebbe un misterioso cerchio di pietre sulla cima di un tumulo in rilievo sul terreno, in un’area la cui morfologia ricorda da vicino quella del celeberrimo complesso neolitico inglese. La disposizione delle pietre non sembra casuale e naturale, ma sembra disegnare precise linee.

Secondo Nigel Watson, autore di “UFO Investigations Manual”, il Marshenge rafforza la convinzione di chi crede che alcuni antichi monumenti terrestri siano stati realizzati con l’aiuto degli alieni. “Strutture piramidali vengono osservate regolarmente sulla superficie di Marte, venendo collegate alle antiche piramidi terrestri. Ora con il Marshenge abbiamo un legame anche con le nostre strutture preistoriche», commenta Watson. C’è da dire che, secondo gli esperti, queste bizzarre strutture possono formarsi anche naturalmente. Illusione ottica, ricerca di prove aliene, segni effettivamente lasciate da antiche civiltà? Un giorno sapremo chi ha ragione e chi nasconde le prove che affiorano oramai giornalmente.

 

Fonte articolo & foto: Roccoblogger, https://telodiciamonoisevuoi.altervista.org/2015/10/05/marte-foto-rivelano-altre-strane-anomalie, 5 ottobre 2015