Pochi giorni fa, la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) ha pubblicato, sulle sue pagine la ricerca del gruppo guidato da Moon-Shong Tang, che ha dimostrato che i fumatori che utilizzano le sigarette elettroniche corrono un rischio maggiore rispetto a chi non le usa di ritrovarsi con malattie cardiache e tumori ai polmoni e alla vescica.

Tali dispositivi, creati per permettere ai consumatori di tabacco di continuare, in maniera più “innocua”, sembrano essere dannosi al pari delle normali sigarette, dato che nel vapore che emettono è presente una maggiore presenza di nichel e argento, oltre che di titanio e cromo.

Dallo studio del gruppo di Moon-Shong Tang, nonostante le sigarette elettroniche sviluppino
un quantitativo di sostanze cancerogene alquanto inferiore rispetto a quelle tradizionali, il rischio di ritrovarsi ad affrontare le stesse patologie sono sempre presenti.

I danni causati dal fumo, sia di tipo estetico (gengive bianche, denti gialli e pelle invecchiata) sia di tipo fisico (riduzione della fertilità, malattie cardiovascolari e dell’apparato respiratorio, cancro, vari tipi di tumore) non vanno sottovalutati, dato che, ogni anno, muoiono almeno sei milioni di persone, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Da non sottovalutare sono pure le mutazioni genetiche legate al fumo, che causano il rimescolamento del Dna, e che possono essere osservate non solo nelle cellule polmonari neoplastiche, ma anche in quelle che appartengono a laringe, faringe, bocca, vescica e fegato, causando anche un precoce invecchiamento cellulare e il rischio di andare incontro a un processo tumorale.

Decidere di smettere di fumare è il primo passo per tentare di non partecipare a questa roulette russa genetica alquanto pericolosa ma non è così semplice, data la dipendenza che è in grado di generare, al pari dell’alcol e del gioco d’azzardo.

Bisogna agire con intelligenza, se si ama la vita.