Dal 26 maggio 2020 Pompei è pronta a ripartire: nuovi visitatori resteranno folgoranti da tutte le meraviglie scoperte che questo viaggio all’interno degli scavi comporta.              Tra le novità, possiamo citare, subito fuori le mura dell’antica colonia delle pareti dipinte e architetture che lasciano pensare ad una struttura vicina, alla Villa dei Misteri, un complesso di età augustea.

“Una grande e, importantissima villa suburbana, imponente e affacciata sul mare, così ricca da ospitare nelle sue stalle anche cavalli di gran razza, finemente bardati in bronzo”. Queste le prime argomentazioni a riguardo, fatte dal direttore del parco Archeologico, Massimo Osanna.

Ma la scoperta sulla quale vogliamo soffermarci particolarmente è quella della Procura di Torre Annunziata con il procuratore Pierpaolo Filippelli, i carabinieri e il Parco. Un’indagine svoltasi un anno fa, quando avvenne il ritrovamento di una serie di ambienti di servizio e di una stalla con i resti di tre sauri e dei loro preziosi finimenti. Alla luce delle indagini di allora, inquirenti e studiosi sono riusciti a localizzare il tesoro più grande proprio nel giardino di casa di un tombarolo, oggetto di espropriazione, mentre l’uomo è sotto processo. In quel prato, nascosto da un capanno in legno, vi era stato scavato un pozzo dove i malfattori avevano allestito il loro cantiere, scavando anche un impressionante cunicolo lungo oltre 60 metri. In un angolo, ci sono ancora tutti gli attrezzi del mestiere. Da una parte quindi c’è la scoperta degli ambienti più maestosi della villa e dall’altra il racconto evidente dell’attività clandestina.

La tenuta suburbana, era stata già in parte scavata, ma senza lasciare in archivio nulla, tra il 1907 ed il 1908. Era composta da un settore residenziale, delimitato su due lati da un porticato e nel terzo da un lungo criptoportico coperto da una terrazza affacciata sui campi.

“È un luogo di grande importanza, pieno di ambienti riccamente affrescati e arredati, sontuose terrazze digradanti che si affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un efficiente quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino e ampi terreni fittamente coltivati”. È così che Massimo Osanna si è esposto quando gli sono stati chiesti alcuni dettagli della Villa, luogo, forse di proprietà di un esponente dei Mummii come sembra dirci quel nome graffito sul muro da una mano bambina.

Un motivo in più quindi per avventurarsi in questa passeggiata ricca di sorprese, all’insegna della cultura e dei tanti saperi nascosti.