Questa terribile pandemia registra oggi 38 milioni di casi nel mondo e più di un milione di morti. Sebbene la Cina possa essere ritenuta dall’Occidente responsabile della diffusione della pandemia in tutto il mondo, è innegabile che in quel paese immenso per territorio e abitanti, non sta accadendo quello che si sta verificando nei paesi occidentali dove i numeri sono ancora drammaticamente in salita.

Ciò è dovuto essenzialmente a tre aspetti fondamentali:

  • Il ferreo rispetto delle regole.
  • Il senso di responsabilità della popolazione che si fida del governo e delle drastiche misure adottate.
  • La tecnologia di tracciamento dei contagi che si è rivelata oltremodo efficace.

Si potrà obiettare che la Cina sia un paese autoritario e illiberale ma in questo caso la stessa cultura di quel popolo, l’essenza del loro modo di vivere, votato all’obbedienza e al valore del bene della collettività, stanno determinando il successo della loro lotta contro il virus.

E’ ciò che emerge è avvalorato da un Italiano che vive e lavora a Shangai, General Manager di un’azienda romagnola operante in Cina.

Racconta questa persona che non si tratta di nessun “miracolo cinese” e nessuna limitazione della libertà ma di un grande senso di responsabilità della popolazione dove l’azzeramento dei contagi è la conseguenza dell’uso quotidiano di precauzioni e del tracciamento efficace degli spostamenti degli abitanti fin dagli esordi dell’epidemia.

I Cinesi mettono naturalmente al primo posto la loro salute essendo consapevoli che i provvedimenti governativi hanno lo scopo di aumentare il loro benessere e per rendere la Cina il primo paese al mondo in ogni settore, anche in quello della gestione della salute.

Tutte le ipotesi di complottismo non hanno senso. La Cina non ha mai nascosto nulla all’Occidente.

Alcuni paesi occidentali hanno strumentalmente accusato la Cina di essere la responsabile della diffusione della pandemia forse per nascondere la loro incapacità di fronteggiare e risolvere l’emergenza.

E in Cina tra i presidi di prevenzione indiscutibili c’è l’uso della mascherina, una vera e propria cultura. Se qualcuno ha la tosse o un semplice raffreddore, per rispetto verso gli altri, usa la mascherina. Ed è quanto dire.

Il sospetto, tutto italiano, che non ha fatto decollare l’applicazione “Immuni” per il tracciamento dei contagi qui non esiste. C’è grande fiducia in un mezzo che fa stare tutti più tranquilli e non un mezzo che serve per controllare la vita delle persone.

Nell’applicazione cinese c’è un codice verde che segnala le zone sicure, che ti consente di salire sui mezzi pubblici, di entrare nei locali di ristoro, nei cinema, nei teatri, nelle fiere commerciali.

Oggi la vita dei cinesi è tornata quasi alla normalità anche se la crisi economica si è fatta sentire.

Ogni anno il PIL segnava una crescita del 10%, oggi è “solo” dell’1%. Da considerare che negli USA e in Europa il PIL è diminuito drasticamente e la ripresa economica sarà molto ma molto lenta.

Da noi tutti esigono il rispetto dei propri diritti e, oggi più che mai, il diritto al bene inalienabile della salute ed più che giusto considerando i guasti perpetrati in passato ai danni del sistema sanitario nazionale. Ma anche i doveri individuali e collettivi e di chi ci governa sono primariamente importanti.