La Guardia di Finanza, negli ultimi tempi, ha messo in atto un’operazione contro le IPTV illegali, legate alle piattaforme che sfruttano, illegalmente, lo streaming dei contenuti che facilmente vengono create causando il fenomeno denominato “pezzotto“.

Sotto la dicitura “The Net”, è avvenuto il sequestro di un grosso network di IPTV collegato a un centinaio di piattaforme e con, all’incirca, 50 mila clienti in tutta Italia – e con la sconcertante scoperta di numerose sottoreti in parte oscurate ed altre che proseguono online – “mascherati” da utenti che hanno semplicemente fatto un “abbonamento vantaggioso”.

Tra gli scampati alla retata la sottorete Webnet – che trasmette con regolarità film, serie TV e partite pirata – definita dalle autorità “un’articolata organizzazione, operante in diverse regioni del territorio nazionale, dedita alla vendita e distribuzione di dispositivi di decodificazione idonei a permettere l’accesso al servizio criptato IPTV per fruire di contenuti televisivi, senza il pagamento del canone dovuto “.

Ciò che finora gli ha permesso di prosperare è il fatto di aver sviluppato le proprie operazioni come un sito di vendita abbonamenti che va da quelli mensili – passando poi per quelli trimestrali o annuali, arrivando fino ai multi-dispositivo – con un programma prezzi vantaggiosissimo, che addirittura permette agli stessi utenti di poter diventare rivenditori dello stesso servizio utilizzando un sistema di crediti.

Con solamente 10 euro mensili “iniziali”, pagabili ad un sito di vendita di abbonamenti – si può accedere a un qualcosa come 5 mila canali televisivi, Sky e Sky Sport compresi, 40 mila film on demand, potendo ottenere, addirittura, un supporto di livello “premium“; si può anche risparmiare grazie ad abbonamenti di un anno da 85 euro, o 150 euro, con straordinaria la possibilità di vedere le trasmissioni su due dispositivi in contemporanea.

Escluso l’inserimento dell’indirizzo e-mail – necessario per la convalida della registrazione – il resto della procedura può essere gestita anonimamente – con un flusso dati criptato a 256 bit e una crittografia applicata al flusso IPTV – decifrata a casa dell’utente grazie ad un apposito decoder spedito a casa dell’abbonato a cui è garantita l’assistenza H24, sette giorni su sette.

Il metodo di pagamento più consigliato per tale “offerta speciale” è il Bitcoin – in quanto invece più difficili da rintracciare – ma si può usare, in alternativa, PayPal o carta di credito; da tutto ciò si riesce ad ottenere fino a mezzo milione di fatturato illegale mensile – somma che “giustifica” il rischio di una denuncia per violazione dell’Art. 171 ter della legge sulla protezione del diritto d’autore – e una condanna da uno a tre anni di reclusione.

Gli utenti, invece, possono essere soggetti a multe che vanno dai 2.582 ai 25.822 euro e ad una condanna penale dai sei mesi ai tre anni di reclusione in caso di rintracciabilità dei dati; data la situazione, dormire tra due guanciali è impossibile.