Un viaggio nei ricordi, è così che è iniziata la chiacchierata col giovane cantautore Francesco De Rosa, che con un timido sorriso e strizzando gli occhi, ci racconta dell’amore profondo che lo lega alla musica. Una vera storia d’amore iniziata da quando a 4 anni, cimentandosi al piano e suonando ad orecchio, intonò per la prima volta “Carmela” del maestro Sergio Bruni.

Ma buon sangue non mente, e così ci parla di uno zio “speciale”, che per diletto e vera passione cantava e suonava. Uno zio a cui era molto legato e che probabilmente ha acceso in lui il desiderio di provare, finendo così per essere “travolto e catturato” dalla magia delle note.

Ma questo è stato solo l’inizio di un lungo percorso che l’ha visto a 16 anni scrivere la prima canzone Nei giorni miei“, brano che fa parte dell’album che Francesco promuoverà in occasione del prossimo concerto del 22 marzo all’Auditorium Teatro Mediterraneo. Il suo è stato un percorso fatto di studio della musica e di ricerca interiore, dove il desiderio di interloquire con le persone lo ha portato ad elaborare uno stile che intreccia sound internazionali con la poesia dal background classico.

“Purtroppo stiamo assistendo alla perdita culturale dell’espressione melodica italiana”, ci chiarisce con non poco rammarico, sottolineando l’esigenza naturale ed istintiva di fondere la poesia d’altri tempi con sound moderni. “Con le mie canzoni racconto e mi racconto, lancio messaggi su come vorrei che il mondo fosse! Ed è così che temi come l’amore, le emozioni, ed il sociale sono sempre presenti nei miei testi. Canto il “quotidiano”, tutto ciò che accade”, ed aggiungeremmo, senza mai dimenticare le proprie origini. Forte ed intimo è infatti il suo legame con Napoli, un vero senso di appartenenza, cantando non solo in napoletano, ma la“sua Napoli” in un linguaggio universale, dove la commistione di suoni e melodie avvicinano ed accomunano i popoli.

“Credere in ciò che fai e tenere duro”, è questo il motto di Francesco, che continua a ribadire quanto sia importante lungo il proprio cammino, umano e professionale, lasciarsi dietro i malevoli sguardi, le invidie celate da consigli amichevoli, le cattiverie urlate al solo scopo di farti sentire sconfitto. Saper attendere che i tempi siano quelli giusti, è questo il suo segreto, pazientare per esplodere poi e far conoscere le proprie idee, per parlare alla gente e comunicare con loro; ciò è quanto si aspetta dal nuovo disco fatto tutto di inediti.

Come da bambino durante l’ora di pranzo nella mensa scolastica i compagni delle varie classi si fermavano acclamandone il nome, tra battiti di piccole mani e voci fanciulle, affinché li deliziasse col suo canto a cappella, altrettanto ci aspettiamo che accada al suo prossimo concerto presso l’Auditorium Teatro Mediterraneo. Qui però Francesco sarà di fronte al suo amato pubblico non più col rossore di un fanciullo, ma con la determinazione di un uomo, che ha imboccato la strada del proprio destino.