Da alcuni anni a questa parte, anche per via della non sempre valida ed efficace capacità di gestione della pandemia legata al covid-19, la classifica annuale redatta da Italia Oggi e l’Università La Sapienza, che funge da “guida tecnica” riguardo la vivibilità delle città italiane, ha visto i suoi criteri di classificazione modificarsi in maniera quasi totalmente in funzione negativa. La sua “vittima più illustre” quest’anno, è la città di Napoli, che si piazza al penultimo posto della lista con dietro di sé, nell’ultima posizione, Crotone, mentre l’anno scorso si trovava molto più in alto, quando soffriva estremamente meno di fattori economici, ambientali e lavorativi, meno pesanti nei periodi precedenti legati a tale casistica.

Ma non si può negare come la crisi da covid-19 abbia svelato, che lo si volesse o no, fragilità ed incertezze, insieme a ferite sociali e sanitarie presenti anche in luoghi che sono risultati davvero inaspettati, soprattutto nelle regioni del nord, come evidenziato dai dati su cui si sono basati gli operativi di Italia Oggi e La Sapienza. Al momento, la città che risulta più vivibile nel nostro paese è Parma, che è riuscita a soffiare il podio alle due abitudinarie dei primi posti, Pordenone e Trento, grazie alla grande efficacia e prontezza con cui è intervenuta durante la pandemia, guadagnandosi la definizione di “Cluster Metropoli” mentre Trento è seconda, quarta Bologna e, in netta risalita, quinta Milano che è riuscita a guadagnare la “bellezza” di quaranta posizioni.

 

Fonte articolo: grandenapoli.it

Fonte foto: flickr.com

Articolo precedenteA un anno dalla morte: un libro per Maradona
Articolo successivoIl Gelato: Le origini siciliane di uno dei dolci più famosi al mondo