Maria Antonietta d’Asburgo-Lorena.

Regina di Francia e consorte di Luigi XVI dal 10 maggio 1774 al 1º ottobre 1791, fu una figura controversa legata agli eventi della Rivoluzione Francese, dalla quale venne odiata, in quanto ostile a qualunque compromesso che potesse portare a una monarchia costituzionale e alle idee liberali, oltre che accesa sostenitrice del diritto divino dei re. Fu tutto ciò, insieme al disprezzo del popolo che non riuscì mai a perdonarle l’immagine di “donna frivola ed irresponsabile unicamente assetata di lusso e dissipatrice” anche durante gli anni della maturità, a portare al suo processo sommario e a farla giudicare colpevole di alto tradimento dal tribunale rivoluzionario, anche senza prove tangibili, morendo con dignità sulla ghigliottina.

In realtà, è un errore considerare solo lei colpevole della sua fine, dato che una parte consistente della colpa è da imputare alla “politica delle alleanze matrimoniali” voluta da sua madre Maria Teresa d’Austria, che non ebbe nemmeno l’accortezza di prepararla in maniera “efficace” al suo ruolo di regina, così che fosse almeno in grado di capire chi volesse solo manipolarla e chi le volesse veramente amico.

Nel tentativo di sopravvivere alla “gabbia dorata” nella quale viveva nella reggia di Versailles, e a un matrimonio sempre più deludente e tormentato che le concedeva solo solitudine e noia, finì per “sprofondare” in un “inferno di frivolezze e costosi diversivi” che, combinati alla leggerezza del suo carattere, ai favoritismi e alle ingerenze negli intrighi di corte, finirono per renderle nemiche gran parte delle grandi famiglie dell’antica nobiltà, che cominciarono a complottare contro di lei e a chiamarla alle sue spalle, con assoluto disprezzo, l’Austriaca.

Il fatto che sia stato necessario lo “Scandalo della Collana di Diamanti” a farle aprire gli occhi sull’immagine che il popolo aveva di lei – una donna capace di dilapidare senza alcuno scrupolo le casse dello stato e di manipolare il re a favore dell’Austria – dimostra tutta la sua incapacità nella gestione sia del potere che della sua posizione.

È giusto dire che la sua morte segnò la fine dell’ancien regime?

Forse no, dato che esso subì un lento processo di decadimento a partire da Luigi XIV e proseguendo con Luigi XV, che non riuscì ad accorgersi che stava creando le basi per la morte di suo nipote e dei suoi famigliari.