Lo scrittore Luis Sepulveda è morto per coronavirus a Oviedo.

Lo scrittore settantenne che attraverso la letteratura “ha dato voce a chi non ha voce” ci ha lasciati colpito dal Covid-19, lo riferisce l’Efe che cita fonti vicine all’autore cileno.

Autore di bestseller egli si definiva “cittadino prima che scrittore“, ha scritto memorabili pagine di opere come ‘Il vecchio che leggeva romanzi d’amore‘, ‘Storia di una gabbianella e di un gatto che le insegnò a volare‘, diventata un film d’animazione per la regia Enzo D’Alo’, che lo ha consacrato come scrittore non solo per un pubblico adulto ma per tutte le età, e ‘Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico’ e ‘Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà‘.

Cresciuto in un quartiere proletario di Santiago del Cile, da ragazzo sognava di diventare un calciatore ma  fu l’incontro e l’amore per Gloria, che lo trasformò in un poeta. Così diventò un fervido lettore di Garcia Lorca, Antonio Machado e Gabriela Mistral (prima donna latinoamericana a vincere il Nobel per la letteratura nel 1945). Durante la presidenza di Salvador Allende si iscrisse al Partito Socialista ed entrò a far parte della guardia personale del Presidente cileno.

Arrestato nel 1973 dopo il colpo di stato con cui si era instaurata la dittatura di Pinochet, era stato liberato sette mesi dopo per le pressioni di Amnesty International ma, un nuovo arresto lo aveva condannato all’esilio. Nel 1979 in Nicaragua si era unito alle Brigate Internazionali Simon Bolivar per poi trasferirsi in Europa dopo la fine della rivoluzione.

Ecologista convinto, lo scrittore riebbe la cittadinanza cilena nel 2017, ha pubblicato in Italia è ‘La fine della storia‘ e l’ultima favola ‘Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa‘.

Luis Sepulveda ha lottato contro il virus fino all’ultimo all’Ospedale Universitario di Oviedo, nelle Asturie dove viveva dal 1996, a Gijon, con la moglie Carmen Yáñez, poetessa cilena e grande amore di una vita, ma come tanti questo male lo ha portato via.