Per via del Covid-19, la Norvegia ha ricordato in maniera sommessa l’agghiacciante strage provocata da Anders Breivik, l’estremista di estrema destra che fece esplodere un’autobomba ad Oslo uccidendo otto persone, per poi sparare all’impazzata sull’isola di Utoya uccidendone altre sessantanove.

È doloroso non poter essere tutti insieme oggi e farci forza a vicenda; il 22 luglio è l’esempio più abominevole della nostra epoca che l’odio può portare alla violenza, alla morte e al terrorismo“.

Usando tali parole, Lisbeth Kristine Royneland, presidente dell’associazione a sostegno delle vittime di Utoya – nella quale ha perso il figlio di 18 anni – ha voluto esprimere il suo sdegno e il suo dolore per un atto ingiustificato di morte che ha distrutto il suo paese.

Al momento Breivik – l’autore dell’attentato – sta scontando una pena di 21 anni che potrà prolungata anche in maniera indefinita, in quanto considerato una minaccia per la società, dopo non aver mai manifestato alcun pentimento per il suo abbietto crimine.