Per permettere la riapertura delle scuole a settembre, il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri si prepara ad indire una gara pubblica europea per l’acquisto di un massimo di 3 milioni di banchi – con fornitura fino a 1,5 milioni di modelli monouso tradizionali e fino a 1,5 milioni di modelli di tipo più innovativo.

A quanto sembra, i criteri sui quali si baseranno le offerte saranno valutati con una procedura «concorrenziale, trasparente e accelerata», con una scadenza prevista per il 30 di luglio, da quanto voluto dalla ministra Azzolina.

La manovra, ideata per la ripartenza di settembre, va intesa come la prima parte di un piano per assicurare la “regolare ripresa delle lezioni”, con banchi monoposto, rivoluzionari, colorati e con ruote, dal costo di 300 euro cadauno e una spesa che potrebbe arrivare a sfiorare una cifra pari a due miliardi.

Matteo Richetti, senatore di Azione, ha però presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata proprio nei riguardi della ministra Azzolina nella quale, oltre alla richiesta di poter riuscire ad evitare ogni possibile slittamento dell’avvio della ripresa dell’attività scolastiche oltre il mese di settembre, vengono poste alcune domande che riguardano proprio i banchi scolastici.«Quali sono i criteri che hanno condotto alle scelte delle sedie e per quante scuole saranno acquistate?». Ed ancora, «Per quale motivo le sedie acquistate costano il doppio di una sedia similare in vendita online? È stata bandita una gara per l’acquisto delle sedie? Se sì, cosa è stato chiesto ai partecipanti, quali erano i requisiti? Perché comprare sedie e non investire in edilizia scolastica?».

In attesa di possibili e potenziali risposte, bisogna domandarsi se l’anno scolastico 2020/2021 partirà oppure se vi saranno nuovi ed ulteriori ritardi e problemi a funestarlo.