La Carta REI 2019 è una carta di pagamento elettronica con cui i soggetti autorizzati possono godere di un minimo reddito, detto “reddito di inclusione REI”.

Per ottenerla è necessario presentare una domanda con un apposito modello INPS da inviare a questo ente, tramite un apposito Patronato – CAF.

Però bisogna avvertire che questa carta scomparirà dal prossimo anno ed al suo posto verrà introdotta la nuova carta relativa al noto reddito di cittadinanza, che potrà essere richiesto solo dal 7 marzo 2019, salvo eventuali modifiche legislative.

È certo che il predetto reddito di inclusione 2019 sarà inglobato al reddito di cittadinanza. Nel corso dell’anno dovrebbe anche andare in vigore la pensione di cittadinanza pari ad €. 780,00.

Le domande relative alla carta REI vanno comunque presentate presso particolari sportelli che raccolgono dagli utenti interessati una serie di documenti.

L’importo di questa erogazione va da un minimo di €.190,00 ad un massimo di €.530,00.

Ma dove si presenta la domanda? Si presenta presso quei punti di raccolta individuati dai comuni.

Il comune vigila le domande e controlla i requisiti. Successivamente la domanda viene inoltrata all’INPS competente che eroga l’importo spettante entro 5 giorni. Potrebbero essere eventualmente stipulate apposite convenzioni tra il comune di competenza ed i patronati. Coloro che beneficeranno di questa carta dovranno firmare un apposito progetto personalizzato, predisposto dal competente servizio di assistenza sociale entro un termine ben preciso: 50 giorni dalla presentazione della domanda.

I requisiti sono connessi a dei limiti di reddito da non superare, ma il beneficio non spetta a tutti: in verità ne sono esclusi, per esempio, le persone che nei due anni precedenti la presentazione della domanda hanno acquistato barche, auto o moto.

In effetti questa è una delle tante misure per combattere la povertà, anche se in effetti potrebbe portare ad una vera e propria disaffezione verso il lavoro da parte dei beneficiari.

È infatti da considerare una misura prettamente provvisoria di primo impatto, per combattere la povertà, ma non può essere eterna, come non sarà eterno il reddito di cittadinanza, attualmente attestato sui 18 mesi di spettanza, salvo successive modifiche legislative.

Ciò mi sembra opportuno, anche considerato che ormai da molti anni in vari paesi europei viene sicuramente protetto il disoccupato, che riceve un sussidio mensile; se per ben tre volte rifiuta di accettare le relative proposte di lavoro offerte, il predetto sussidio mensile gli viene tolto irrimediabilmente. Sembra che anche l’Italia si stia progressivamente uniformando a questa impostazione europea.

Nel caso della carta REI, è riservato naturalmente agli enti istituzionali un rigido controllo dei requisiti posseduti e delle dichiarazioni fornite dagli utenti. In caso di dichiarazioni false o mendaci, potrebbe scattare anche un procedimento penale a carico dei trasgressori.

 

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