Al pari di una dieta equilibrata e al sano movimento quotidiano, anche un tempo libero di qualità e l’esposizione alla bellezza, concorrono a mantenere un buono stato di salute.

Lo studio ELSA (English Longitudinal Study of Ageing), che contiene dati sulla salute e il benessere sociale e mentale degli anziani in Inghilterra su un periodo di 10 anni, ha scoperto che le attività culturali assidue contribuiscono a diminuire il rischio di insorgenza di disturbi mentali in età avanzata.

Il professor Enzo Grossi, docente dello IULM di Milano e dell’Università di Bologna e direttore scientifico della Fondazione Villa Santa Maria, da anni impegnato nello studio del rapporto fra arte e salute, è dello stesso parere.
Per dimostrarlo ha condotto una vera e propria indagine scientifica portando 100 volontari – tra i 19 e gli 81 – con tanto di imbragature, fino a 63 metri di altezza per ammirare i magnifici affreschi della cupola ellittica settecentesca del Santuario di Vicoforte, in provincia di Cuneo. In questo modo, i volontari potevano godere di una prospettiva eccezionale e vivere un’esperienza ricca di stimoli estetici. Il test salivare effettuato prima e dopo l’esperimento ha dimostrato che l’ormone dello stress, il cortisolo, era sceso del 60% circa.
Il professore ci spiega come il “farmaco cultura” agisce sul nostro cervello: “si accendono specifici neuroni della corteccia orbito frontale e, una volta attivato, questo centro cerebrale della bellezza produce le endorfine, che danno felicità, la dopamina, che provoca piacere, e l’ossitocina, l’ormone dell’amore, che vanno ad agire sui centri più ancestrali del nostro cervello, quelli che regolano funzioni vitali come il respiro e il battito cardiaco, riducendo lo stress e il rischio cardiovascolare. Inoltre, attraverso la rete linfatica che collega l’encefalo al sistema immunitario, la cultura arriva anche a rinforzare le difese contro le minacce esterne, come virus e batteri, ma anche quelle interne, come i tumori e le malattie degenerative, tra cui il morbo d’Alzheimer”.

Andare al museo, alle mostre, ai concerti, sono attività che fanno bene e ci rendono più felici, coinvolgendo i circuiti neurotrofici che sostengono la salute del cervello e bloccando l’attività nociva del cortisolo che “fa danni” quando siamo sotto stress.

Ed allora cosa aspettiamo? Assumiamo il “farmaco cultura” a più non posso tanto, diventarne dipendenti, non può che farci bene!!!!