La National Oceanic and Atmospheric Administration, pochi giorni fa, ha reso di pubblico dominio come, nello scorso maggio, la quantità di diossido di carbonio ha raggiunto una media di quattrocentotrenta particelle per milione, superando nuovamente i livelli accettabili di anidride carbonica presenti nell’aria, battendo ogni record precedente riguardo alle fluttuazioni annue nei livelli di CO2 presenti nella nostra atmosfera.

Quello che preoccupa gli esperti, però, è il fatto che un livello così alto non è mai stato raggiunto in precedenza, da quando gli esseri umani sono comparsi sulla Terra, facendo un passo indietro al periodo detto Pliocene per riuscire a vedere una simile concentrazione di anidride carbonica, intorno ai quattro o cinque milioni di anni fa. Attualmente, purtroppo, la tendenza che sembra essere stata intrapresa dall’umanità è quella in salita, e nessun segnale indica che si sia in grado di poterlo arrestare, nonostante il fatto che l’anno di pandemia appena trascorso è stato in grado di bloccare non solo il traffico delle auto, ma anche buona parte della produzione industriale in numerose aree del pianeta.

A quanto sembra, la potenziale causa di questo aumento potrebbe risiedere nell’uso smisurato dei combustibili fossili, i cui ultimi dati raccolti testimoniano, senza alcun dubbio, come molti governi non stiano facendo abbastanza per riuscire a limitare le emissioni. Ma non sono solo i livelli di CO2 raggiunti attualmente che causano preoccupazione, ma anche il ritmo fin troppo vertiginoso che fa aumentare tali valori; già nel 2013, il mondo aveva superato un primo traguardo storico con circa quattrocento particelle di CO2 nell’atmosfera per milione e, da allora, ci sono voluti quasi otto anni per raggiungere le quattrocentoventi particelle. Se, inizialmente, la pandemia era riuscita a rallentare tale corsa, le emissioni registrate negli ultimi mesi dell’anno si sono dimostrare più altre di quelle degli stessi mesi degli anni scorsi, e rendendo duro l’impegno delle varie nazioni del mondo a cercare di ridurre le emissioni di gas serra per riuscire a mantenere il riscaldamento del pianeta nel margine di 2°C al di sopra dei livelli preindustriali.

 

Fonte articolo: climate.gov

Fonte foto: pixabay.com

Articolo precedenteNapoli Scuola: 1000 manifesti ‘No Dad’, ‘alunni dispersi’
Articolo successivoL’Italia risorge a S. Gregorio Armeno