Buone notizie su tutti i fronti, ovvero, quasi tutto il Paese sarà in zona bianca e senza coprifuoco da lunedì prossimo. Anche le mascherine sembra che presto saranno solo un brutto ricordo.
Tutti attendono con ansia che si pronunci il Comitato Tecnico Scientifico che fornirà al Governo un proprio parere su quello che è stato il vero simbolo del covid.
Gradualmente anche nei trasporti pubblici si sta tornado alla normalità, ma l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie sembra essere davvero la priorità sulla quale si discute in tutta la nazione.

Un parere ufficiale e definitivo è stato chiesto direttamente agli esperti dal ministro della salute Roberto Speranza, esperti che si riuniranno la prossima settimana in un primo incontro.
Sulla possibilità di non indossare il dispositivo almeno negli spazi aperti, e salvo impossibilità di garantire il distanziamento, già ci sono alcune date possibili, quella del 5 luglio, o al più tardi il 12 dello stesso mese.
Si procede in merito con molta cautela, perché ciò che veramente genera paura è la diffusione delle varianti su cui non ci sono certezze.
Forti le pressioni negli ultimi giorni, in quanto sono partiti alcuni provvedimenti in Spagna, mentre altri sono già in vigore in Francia da giovedì scorso, senza contare che nel resto d’Europa alcune nazioni non hanno mai imposto l’obbligo della mascherina, così come nel Regno Unito.

Altro tema che sta particolarmente a cuore ai giovani è l’apertura delle discoteche, su cui è sempre chiamato a pronunciarsi il comitato tecnico. Anche in questo caso la data potrebbe essere prevista per luglio, con l’obbligo del green pass.
L’inizio della stagione turistica però, ha messo in allarme molti governatori, che sono corsi ai ripari contro le mutazioni del virus, ricordando che per l’estero ci sono misure severissime per chi viene da paesi con varianti particolarmente aggressive. Ne è un esempio l’ordinanza di Speranza, secondo la quale che arriva dal Regno Unito, dove imperversa la variante Delta, dovrà sottoporsi a una quarantena di 5 giorni.
Le minacce purtroppo non giungono solamente dall’estero, nel carcere di Taranto è stato individuato un focolaio che ha riguardato 34 detenuti, situazione che ha reso necessario lo screening di 670 persone ristrette nell’istituto.

Fortunatamente le parole di Francesco Figliuolo nel frattempo rincuorano tutti, perché secondo il generale anche se le dosi di Pzifer disponibili nel mese di luglio saranno leggermente più basse rispetto a quelle previste, saranno comunque in linea con quelle necessarie, e dunque il vaccino disponibile entro settembre consentirà di raggiungere l’obiettivo di immunizzare l’80% della platea di vaccinabili.