C’è un’ isola meravigliosa nel golfo di Napoli, Procida, piena di storia e tradizioni.

Oggi Procida è un comune italiano di appena 10300 abitanti, che fa parte della città metropolitana di Napoli in Campania. Il comune comprende le due isole Procida e Vivara di appena 0.4 km quadrati. L’isola di Procida ha una superficie di 3.7 km quadrati. È molto frastagliata.

Procida si trova a circa 3.4 km dalla terraferma ed è attualmente collegata da un ponte all’isolotto di Vivara. Le sue coste sono un po’ basse e sabbiose e un po’ a picco sul mare; proprio per questa particolarità ci sono molte baie e promontori.

Il centro abitato di Procida è diviso in nove contrade. Tra queste spiccano il borgo più antico, Terra Murata, e la “Corricella”, borgo di pescatori. L’isola è di origine vulcanica, infatti è nata dalle eruzioni di quattro vulcani in epoche che vanno dai 55.000 ai 17.000 anni fa, non più attivi, per fortuna. Sotto l’aspetto geologico presenta una formazione molto simile a quella dei vicini “Campi Flegrei”. Infatti a Procida sono presenti tufo e basalti.

I ritrovamenti archeologici sull’Isola di Vivara potrebbero dimostrare che l’isola era già abitata nel XV secolo a.C. da coloni Greci di origine Micenea. Nel tempo fu anche abitato da coloni Calcidesi e dai Greci della vicina Cuma.

In epoca romana Procida fu sempre considerata luogo di villeggiatura dei patrizi romani che edificarono delle ville. Proprio durante la dominazione di Carlo V a Napoli Procida fu data in feudo alla famiglia dei D’Avalos D’Aquino, fedele agli Asburgo. La storia di Procida è fitta di scorrerie saracene, occupazioni varie, vicende collegate a Masaniello, alla proclamazione della Repubblica Napoletana nel 1799, ecc. L’ex carcere di Procida domina tutta l’isola da “Terra Murata”, la parte più alta.

La base per il carcere era il palazzo D’Avalos, che solo nel 1734 divenne un palazzo reale di Carlo di Borbone, da lui utilizzato per lo svago e le battute di caccia.

Un secolo dopo nel 1831 Ferdinando II di Borbone lo ha trasformato in carcere: a seguito di questa trasformazione la struttura interna dell’antico impianto venne modificata. Bisognerà attendere il 1988 per il completo abbandono della struttura.

Il 2016 è l’anno della svolta, perché il comune di Procida ne rientrò in possesso, effettuando un grande lavoro di restauro. Tra i detenuti celebri ospiti del carcere ne possiamo ricordare almeno tre: il Generale Fascista Rodolfo Graziani, il boss camorrista Raffaele Cutolo e il bandito sardo Graziano Mesina.

Non possiamo poi non ricordare due attori noti che a Procida girarono due film: Alberto Sordi (Detenuto in attesa di Giudizio) e Massimo Troisi (Il Postino).

Molto meno tetra del carcere e più variegata si presenta La Contrada della Corricella, antico luogo di pescatori, per le sue numerose case di vari colori e il piccolo porto. Le bellezze di Procida sono indiscusse, tanto che l’isola è stata a ragione proclamata “Capitale Italiana della cultura per il 2022” dal Ministero per la cultura e il turismo.

 

Fonte: “L’isola nell’isola” di Giacomo Retaggio.

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