Le sfere di Wonderstone

Durante gli ultimi trent’anni i minatori della miniera d’argento di Wonderstone, in Sud Africa, hanno estratto dalla roccia diverse strane sfere di metallo, oltre duecento, che sono state analizzate all’università di Witwaterstand, Johannesburg. Le sfere metalliche somigliano a globi appiattiti di circa sette centimetri di diametro, di colore blu acciaio con riflessi rossastri e all’interno del metallo ci sono piccoli puntini di fibre bianche. Sono fatte di una lega di nichel e acciaio, che in natura non si trova, e la composizione principale è di origine meteorica. Il fatto che rende la cosa ancora più misteriosa è che gli strati geologici dai quali sono state estratte le pietre risalgono ad almeno tre miliardi di anni fa. Aggiungendo mistero al mistero, Roelf Marx, responsabile del museo presso il quale sono custodite le pietre, dice che periodicamente esse roteano sul loro asse da sole.

Teschi forati da arma da fuoco

Nel Museo di Storia Naturale di Londra si trova un teschio datato circa trentottomila anni fa, periodo Paleolitico, rinvenuto in Zambia nel 1921. Sulla parete sinistra del teschio c’è un foro perfettamente rotondo. Stranamente non ci sono linee radiali attorno al foro o altri segni che indichino sia stato prodotto da un’arma appuntita, una freccia o una lancia. Nella parete opposta al foro, il teschio è spaccato e la ricostruzione dei frammenti mostra che il reperto è stato rotto dall’interno verso l’esterno, come si fosse trattato di un colpo di fucile. Gli esperti dichiarano che non può essere stato nulla di diverso da un colpo di arma da fuoco. Chi possedeva un fucile 38.000 anni fa? Ma non è l’unico enigma del genere, altro caso simile, questa volta riguarda un animale, nel Museo di Paleontologia di Mosca si trova un cranio perfettamente conservato di un bisonte dalle lunghe corna rinvenuto nella Yakuzia (Siberia orientale). Secondo i paleontologi tale specie sarebbe vissuta dai trentamila ai settantamila anni fa. Al centro della sua fronte è visibile un foro rotondo che, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere stato causato da una pallottola!

Scheletri umani impossibili

Uno scheletro umano, anatomicamente moderno, citato dall’antropologo francese Gabriel de Mortillet nel suo libro “Il Preistorico”, è stato ritrovato nel Midi in Francia in una formazione rocciosa del Miocene, databile venticinque milioni di anni fa. Si ha notizia anche di altri scheletri ritrovati in Svizzera a Delémont, in una formazione dell’Eocene databile trentotto milioni di anni fa.

Impronta di cinquecento milioni di anni

Un reperto incredibile è la più antica impronta fossile trovata nel giugno 1968 da William J. Meister, un collezionista di fossili. Quest’impronta è stata stimata antica di circa trecento o seicento milioni di anni: un sandalo che schiaccia un trilobite. Il sandalo che schiacciò il trilobite era lungo 10,5 pollici: il calcagno è leggermente impresso più della suola, come un’impronta di scarpe umane deve essere. Meister fece questa non comune scoperta durante una spedizione di ricerca di rocce e fossili ad Antilope Spring, quarantatre miglia ad ovest di Delta, Utah. Aveva già scoperto molti piccoli fossili di trilobiti quando Meister spaccò una lastra di roccia spessa più di due pollici con il suo martello e scoprì l’eccezionale impronta. I trilobiti erano piccoli animali invertebrati marini che si sono estinti circa duecento ottanta milioni di anni fa. Si pensa che l’essere umano sia comparso tra uno e due milioni di anni fa e che abbia incominciato ad indossare scarpe e sandali solo da qualche migliaio di anni.

 

Fonte articolo & foto: Roccoblogger, https://telodiciamonoisevuoi.altervista.org/2015/10/20/ooparts-oggetti-impossibili-che-non-dovrebbero-esistere, youtube.com, 20 ottobre 2015