Denominato “Beverly”, è un protocollo di cura in grado di posticipare di almeno sei mesi le fasi di progressione del tumore fino ad arrivare, nel 70%, a una riduzione della massa maligna nei pazienti, prolungandone di quasi un anno il tempo di sopravvivenza, in particolare nei fumatori e negli ex fumatori, affetti dalla malattia.

Tale, rivoluzionaria ricerca è basata sulla fusione tra un farmaco di tipo “intelligente”, l’Erlotinib, da tempo utilizzato nelle terapie, e un farmaco anti-angiogenico, il Bevacizumab, in grado di bloccare la capacità del tumore di sviluppare dei propri vasi sanguigni. A gestire il protocollo, in collaborazione con l’unità Sperimentazioni cliniche dell’Istituto Pascale di Napoli e l’Oncologia toracico-polmonare, la dottoressa Marilina Piccirillo.

Nella sperimentazione, sono stati coinvolti circa cento sessanta pazienti con un tumore del polmone che presenta, al suo interno, una specifica mutazione genetica a carico di un gene chiamato Egrf, che riesce a renderlo sensibile a una categoria di appositi farmaci intelligenti, la cui combinazione ha ottenuto una registrazione dall’Ema. Tale combinazione di farmaci potrebbe essere estesa e utilizzata per gli ammalati che non possono essere candidati al trattamento con un il Osimertinib, medicina che oggi viene utilizzata come scelta di tipo primario.