Sono tanti i discorsi che, ogni anno, vengono rivolti ai maturandi da alcune delle figure più importanti del panorama politico e intellettuale italiano.
Quest’anno, particolare rilevanza e attenzione non può che essere data alle parole con cui la senatrice a vita Liliana Segre ha parlato agli studenti dell’ultimo anno di liceo.
Quegli studenti “che come Enea, che porta in salvo da Troia il padre Anchise, caricandoselo sulle spalle, hanno fatto un grande sforzo durante la pandemia, restando chiusi in casa, rinunciando agli incontri, alle feste, alle serate con gli amici, ora sono chiamati ad un’altra prova di maturità.

La senatrice ha ricordato (“come tutte le nonne”) la sua esperienza scolastica, travagliata dalla deportazione e dallo stranimento per una società che voleva velocemente dimenticare gli orrori della guerra.
Ha anche spiegato, però, come lo studio abbia lenito le sue ferite, dandole speranza dopo tanta sofferenza.
Purtroppo la stessa possibilità, a causa di scarse dotazioni tecnologiche, case affollate e rumorose e difficoltà di molti docenti ad adattarsi ad una didattica tanto diversa, non è stata data a tutti gli studenti durante questa pandemia.

La signora Segre ha anche ricordato l’importanza della Assemblea Costituente (“il momento più alto della storia repubblicana”), della Costituzione, e in particolare dell’articolo 3 che recita:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
Un particolare accento è stato messo su quel “compito” che i padri costituenti affidano alla Repubblica, il compito di trasformare un’uguaglianza “a parole” in un’uguaglianza reale.

Questo compito va svolto ogni giorno, secondo la senatrice, lottando contro quell’indifferenza che fece tanto male ai tempi delle leggi razziali e tanto ne fa ancora oggi.