Girato nel 1962, da Nanni Loy, ispirato al libro di Aldo de Jaco “La città insorge”, il film racconta, con grande cura dei particolari e con grande correttezza storica, quei giorni del settembre 1943, quando il popolo napoletano insorse e cacciò le truppe tedesche dalla città. Erano i giorni successivi all’8 settembre, giorno in cui il re Vittorio Emanuele III e tutta la sua corte, scapparono da Roma lasciando l’esercito italiano e, più in generale, l’Italia nel caos più completo. I tedeschi spadroneggiavano e rastrellavano tutti gli uomini validi e i loro sentimenti, verso gli italiani, erano di vendetta, visto che erano stato traditi firmando l’armistizio con gli americani.

L’azione inizia con la fucilazione di un marinaio italiano, girata davanti all’Accademia di Belle Arti di Napoli, mentre l’azione reale si svolse sulle scalinate dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II” di cui esiste anche una versione filmata dai tedeschi a scopo propagandistico. I successivi rastrellamenti di napoletani, trasportati e imprigionati nello stadio Collana, al Vomero, diedero la scintilla per reagire e cacciare i tedeschi invasori dalla città.

Il film si avvale di un cast di eccezione, con attori del calibro di Gian Maria Volontè, Pupella Maggio, Regina Bianchi, Carlo Giuffrè, Lea Massari, Enzo Turco, Carlo Taranto e tanti altri, con la reale partecipazione della popolazione dei luoghi dove il film è stato girato. Una menzione particolare va al piccolo Domenico Formato, che nel film interpreta         Gennarino Capuozzo, morto mentre lanciava una bomba ad un carro armato tedesco, soprannominato “cazzillo” dal capo della banda di scugnizzi, scappati dal carcere minorile e subito schieratisi a fianco degli insorti, nonostante fossero tutti ragazzini al massimo quindicenni. Anche questi ragazzini ebbero la loro parte nella guerra tra napoletani e tedeschi e, in premio al loro valore in questa lotta di liberazione, negli anni successivi a loro fu dedicato il “Monumento allo scugnizzo” sul lungomare di Napoli. Il film ebbe diversi riconoscimenti e la candidatura all’Oscar, come migliore film straniero e miglior regista.

Cade in questi giorni il 75° anniversario di questa rivolta popolare ed è giusto ricordare tutti i napoletani che sono morti per questi grandi ideali, quali la libertà e l’antifascismo. Il ricordo di questi giorni può aiutare a capire il valore delle cose che oggi noi abbiamo, che sono costate sangue e sofferenze agli italiani e ai napoletani in particolare. Questo film, a mio avviso, andrebbe proiettato nelle scuole di ogni ordine e grado per tenere viva la coscienza e far capire l’immenso e inestimabile valore della parola ” LIBERTA’ “.