Spesso nel linguaggio comune i contribuenti sono soliti indicare l’ufficio finanziario in vari modi; il termine “Intendenza di Finanza” è uno di questi, controprova che l’istituto (almeno formalmente), è ben radicato nella tradizione fiscale italiana. L’Intendenza di Finanza fu soppressa tanti anni fa. Da alcuni anni gli Uffici Finanziari hanno preso la denominazione di “Agenzia delle Entrate” e si interessano onnicomprensivamente di tasse, imposte dirette e indirette, ecc.

Tra i compiti affidati alle Agenzie delle Entrate rientrano gli accessi, le ispezioni e verifiche nei locali delle aziende e negli studi professionali; gli inviti agli esercenti imprese, arti e professione a comparire per fornire i dati, notizie e chiarimenti o per esibire documentazione rilevante relativa agli accertamenti nei loro confronti; gli invii ai predetti soggetti di questionari; le richieste di copie di atti e documenti presso notai e altri pubblici ufficiali; le richieste a banche, alle Poste Italiane, agli intermediari finanziari di dati relativi ai conti intrattenuti con il contribuente; l’attività volta a far emergere attività economiche “sommerse”, monitoraggi dei contribuenti; il rilascio di codici fiscali e le attribuzioni di partita Iva; la registrazione dei contratti di locazione e dei contratti più svariati; la liquidazione dei rimborsi in materia di concessioni governative, imposte dirette, imposte indirette, ecc.; le concessioni di provvedimenti di sospensione della riscossione dei tributi iscritti a ruolo (indicati nelle cartelle esattoriali emesse); la ricezione di atti documenti, ricorsi in originale (intestati alle competenti Commissioni Tributarie provinciali) avverso accertamenti e cartelle esattoriali. Naturalmente l’elenco dei compiti va ben oltre quelli già indicati.

Il nuovo istituto, nato sotto la spinta delle esigenze dei contribuenti, ma anche della stessa Amministrazione Finanziaria, rappresenta un punto fermo sul cammino di un rapporto sempre più trasparente tra Fisco e utenza.