Aniceto: “Ormai i giovani non si incontrano più per divertirsi ma per sfogare i più bassi istinti animali”. E’ questo il triste commento del DJ, che da lungo tempo è impegnato nel sociale.

Esperto di discoteche e fenomeni giovanili, tanto da essere conosciuto come “DJ antidroga”, è membro della Consulta per le politiche antidroga a Palazzo Chigi. La triste vicenda della morte dell’anziano in provincia di Taranto seviziato da una baby gang che poi ha diffuso i video delle torture su WhatsApp lascia senza parole.

“Tanta solidarietà e vicinanza alla famiglia dell’uomo ucciso” ha dichiarato Dj Aniceto, che spesso è ospite e testimonial di sani valori in molti programmi tv. “Peccato che nessuno si prenda la briga di inasprire le leggi e di applicarle senza remore contro degli animali, minorenni o maggiorenni che siano. Quelli che hanno massacrato questo anziano, un uomo che potrebbe essere il ‘nonno’ di tutti noi. Sono veramente sconvolto! Auspico in un futuro prossimo lo stop dei social network che stanno rovinando i nostri giovani rendendoli dei ‘mostri‘”.

Di notte – ha sottolineato – senti di ragazzini nemmeno 18enni armati di coltelli e pistole; non vanno in discoteca per divertirsi ma soprattutto per fare risse. Vedi adolescenti vestite da trentenni che bevono come le spugne e il giorno dopo non ricordano più niente. Una generazione scapestrata, ignorata da genitori, poco genitori, e troppo impegnati ma con l’unico comune denominatore dello smartphone e dei social network. Il mondo digitale si è impossessato della mente di troppi fanciulli. Molti di loro passano più della metà della giornata sui pc e sugli smartphone. E’ chiaro che molti di loro confondono la realtà con il virtuale e così quando escono per strada combinano casini. Tuttavia non riesco a condannare del tutto questi giovani sfortunati. Sono giovani creati dalla società, dai poteri forti che gestiscono il nostro mondo; giovani che non sanno fare i ‘giovani’… perché nessuno ha insegnato loro come essere ‘giovani’ ed è per questo che molti di loro si trasformano in ‘rifiuti’ della Società”.