Israele.

Lo stato è fondato il 14 maggio 1948 dagli ebrei superstiti della Shoah e dai loro simili che, nel corso degli anni, si erano trasferiti in Medio Oriente grazie all’Agenzia Ebraica per la Palestina, operante sotto il Mandato Britannico per permettere alla nascente comunità ebraica di potersi auto-governare.

Un paese che, fin dall’inizio, ha dovuto confrontarsi con l’ostilità dell’intero mondo arabo e, in particolare, del popolo palestinese e che celebra tale data con il nome Nakba, “la Catastrofe”, a causa dell’abbandono dei loro villaggi e delle loro case per via dell’espansionismo sionista. Da sottolineare l’incapacità o mancanza di volontà nel cercare di risolvere pacificamente tale questione, che potrebbe un giorno portare alla sua distruzione interna o per mezzo del mondo islamico.

Nel 1958, il romanziere americano di fede ebraica Leon Uris raccontò l’epopea del popolo israeliano nel libro Exodus, che fu trasposto in un film due anni dopo, con la regia di Otto Preminger e con Paul Newman nel ruolo del protagonista.

Ari Ben Canaan, membro dell’Haganah, riesce, grazie alla nave Exodus, a trasportare 611 ex deportati dei campi di concentramento nazisti in Palestina, dove l’opposizione araba alla divisione del Paese tra uno Stato arabo e uno Stato ebraico sta portando ormai a una situazione senza più via di uscita, e che fungerà da preludio a quella che sarà la storia futura di tale regione.

Tramite i suoi occhi, si assisterà al sanguinoso attentato al King David Hotel, alla votazione con cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha deciso di approvare il Piano di partizione della Palestina e la nascente ostilità del mondo islamico contro quelli che considera degli “invasori”.

Ma sarà solo dopo la morte dell’amico arabo Taha, Mukhtar di Abu Yesha, impiccato dagli estremisti arabi – che gli hanno inciso una Stella di Davide suo corpo – a fargli comprendere che la pace ci sarà solo quando arabi ed ebrei riusciranno a condividere insieme la stessa terra, e a lottare perché questo avvenga.