Sono passati pochi giorni dalla rivoluzionaria scoperta avvenuta nella Scuola Londinese di Igiene e Medicina Tropicale ad opera del professor Matt Silver e della sua equipe (il cui studio è da poco stato pubblicato sulla rivista medica Science Advances), i quali sono stati in grado di dimostrare la “funzione temporale” della nostra struttura genetica, in grado di poter funzionare al pari di una banca dati di un computer e di conservare informazioni di eventi che, legati al “post concepimento”, potrebbero provocare, una volta adulti, problemi di salute come cancro o obesità.

Grazie all’osservazione di specifiche regioni del Dna di embrioni umani realizzati con le tecniche di fecondazione in vitro, è stato possibile rintracciare impronte riconducibili al periodo di sviluppo dell’embrione e venire a conoscenza dei cambiamenti ambientali a cui è stato sottoposto il feto, insieme ai segnali che riescono a regolare il funzionamento del Dna, compiendo quello che può essere definito “un importante passo che permetterà di comprendere i meccanismi attraverso i quali l’embrione riesce a rispondere all’ambiente nel quale si trova durante il periodo della gestazione”.

Ma tale importantissima scoperta pone domande “etiche e morali” alquanto complesse sul suo sfruttamento non solo in ambito medico, dato che conoscere in anticipo la possibilità che un singolo o un determinato gruppo etnico possa soffrire di una particolare malattia o patologia potrebbe essere usato per la sua eliminazione.

Varie volte, nel corso della storia, determinate scoperte scientifiche e mediche sono state utilizzate, oltre a salvare vite umane, anche ad eliminarle; un caso degno di nota è quello di Alfred Nobel, ideatore della dinamite e della balistite, che decise di dar vita al premio che porta il suo nome dopo aver letto il necrologio del fratello Ludvig che, per sbaglio di persona, era dedicato a lui stesso:

“Il Mercante di Morte è morto – Alfred Nobel, che divenne ricco trovando il modo di uccidere il maggior numero di persone nel modo più veloce possibile, è morto ieri” nella speranza di non essere ricordato come un assassino.

Dovremmo pensare non solo ai vantaggi, ma anche agli svantaggi, quando avviene una scoperta che può influenzare le nostre vite.