È morto Niki Lauda, leggendario campione di Formula Uno, a soli 70 anni.

A darne la triste notizia, la famiglia del pilota, che ha pubblicato l’annuncio su siti specializzati: “Con grande tristezza, rendiamo noto che il nostro amato Niki è morto serenamente circondato dalla propria famiglia lunedì scorso. I suoi risultati unici come atleta e come imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio rimangono…era un marito amorevole e premuroso, padre e nonno. Ci mancherà”.

Lauda era ricoverato in una clinica svizzera per problemi ai reni, che da tempo lo costringevano alla dialisi.

Da ricordare il terribile incidente del 1976 sul circuito tedesco del Nürburgring, quando la monoposto con la quale gareggiava prese fuoco, ed in quell’occasione il pilota inalò molto fumo, che gli provocò una parziale bruciatura dei polmoni nonché gravi ustioni anche al viso. L’impavido corridore però, dopo solo 42 giorni dall’accaduto riprese a gareggiare. Anni dopo ha avuto due trapianti di rene e solo l’anno scorso le sue condizioni sono precipitate.

Austriaco di origine e per la precisione nato Vienna da una famiglia di banchieri che non ha mai sostenuto la sua passione per i motori, ha vinto il titolo mondiale nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari e nel 1984 con la McLaren.

Eccelso pilota, ma anche acuto imprenditore, è stato il fondatore, nonché il massimo azionista, della compagnia aerea Laudamotion. Le sue capacità imprenditoriali gli hanno valso l’appellativo di “Computer”, vista l’argutezza nell’analisi di pregi e difetti di ogni vettura che guidava.

Ha vinto 25 Gran Premi e ne ha corso 171 con 24 pole position. Ha lavorato per la March, BRM, Ferrari, Brabham e McLaren.

Niki Lauda lascia 5 figli, una ex moglie, una moglie attuale che nel 2005 gli donò un rene mentre l’altro l’aveva ricevuto dal fratello Florian nel 1997.

Tanti i nomi noti che hanno reso onore al campione, ma tra i primi c’è il pilota Jenson Button.