Poche ore fa, su Twitter, è stata annunciata la morte di Monica Vitti. Deceduta all’età di novant’anni, da tempo viveva ritirata a causa della malattia neurodegenerativa che l’aveva colpita due decenni fa. La sua è stata una carriera straordinaria con molti riconoscimenti: cinque David di Donatello come migliore attrice protagonista insieme a quattro riconoscimenti speciali / tre Nastri d’Argento / dodici Globi d’oro di cui due alla carriera / un Ciak d’oro alla carriera / un Leone d’oro alla carriera a Venezia / un Orso d’argento alla Berlinale / una Cocha de Plata a San Sebastián e una candidatura al premio BAFTA.

Nata a Roma il 3 novembre del 1931 con il nome di Maria Luisa Ceciarelli, voleva dedicarsi inizialmente al teatro e, passando per il doppiaggio di Dorian Gray ne Il Grido, incrociò Michelangelo Antonioni che ne fece la sua musa. Con lui realizzò una quadrilogia di film dedicati alla nevrosi della coppia e alle inquietudini della donna moderna: L’Avventura (1960) / La Notte (1961) / L’Eclisse (1962) / Deserto Rosso (1964). Nel 1968 realizzò La Ragazza con La Pistola di Mario Monicelli, insieme a un sodalizio con Alberto Sordi per tre grandi film: Amore mio, Aiutami / Polvere di Stelle / Io So che Tu Sai che Io So. In tale periodo sono da ricordare le collaborazioni con i più grandi registi italiani del calibro di Ettore ScolaDramma della Gelosia accanto a Giancarlo Giannini e Marcello MastroianniDino RisiNoi Donne Siamo Fatte CosìLuciano SalceL’Anatra all’Arancia.

Durante gli anni Settanta viene diretta dal suo compagno di allora, Carlo Di Palma, nei film Teresa La Ladra (1973) / Qui Comincia L’Avventura (1975) / Mimì Bluette…Fiore del Mio Giardino (1976), recitando poi per la televisione nella commedia Il Cilindro di Eduardo De Filippo. Da ricordare negli anni Ottanta, i due film di Roberto Russo, da lei sposato in Campidoglio dopo quasi sei lustri di fidanzamento: Flirt (1983) / Francesca È Mia (1986). Nella sua sfolgorante carriera ha realizzato ben cinquantacinque film, in cui era modello di grazia, femminilità e coraggio.

FONTErepubblica.it
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