Sin dai tempi degli antichi Romani l’operazione della votazione era necessaria: i comitia curiata ed i comitia centuriata di allora ne sono un esempio concreto. Era preceduta sempre da una fervida propaganda politica. Non a caso in alcuni siti archeologici compaiono ancora oggi i nomi di alcuni candidati di 2000 anni fa.

Ai giorni nostri e da molto tempo, se non ce ne siamo proprio accorti, l’affluenza degli elettori alle urne è andata sempre più scemando. Le cause di questo fenomeno sono varie ed evidentemente poggiano sempre di più su una scarsa fiducia dei cittadini nei riguardi dei politici in generale. È semplice dire: “Allora non vado a votare”.

Cerchiamo di coglierne in parte il significato! La gente pensa che non andare a votare, cioè non manifestare la propria volontà, in quella occasione, possa giovare al nostro Paese, nel senso di far comprendere ai politici il proprio punto di vista. Credo che si tratti di una effimera considerazione: il votare non è solo un diritto, ma anche un dovere: questo ce lo dice espressamente la nostra Costituzione.

Non andare a votare, secondo lo scrivente, è un vero e proprio modo di sottrarsi alle nostre responsabilità di cittadini: ciò non fa proprio bene al nostro Paese né alle nostre millenarie Istituzioni.

Dicevamo prima che è un diritto, ma anche un dovere. Noi dobbiamo andare a votare, anche se poi annulliamo le schede elettorali o le lasciamo in bianco. Non andarci è grave ed è un vulnus per il nostro senso civico. Per questo si fa sempre in modo di organizzare le votazioni anche per gli invalidi, per chi è degente in un ospedale, mettendo a loro disposizione tutti gli strumenti e gli ausili possibili.

Nessuno ci obbliga a votare in un modo o nell’altro, ma, quando si va a votare, potremmo anche non mettere alcuna croce negli spazi destinati a contenere un certo simbolo di una certa lista o le preferenze accordate a questo o a quel candidato, o, addirittura, come già detto, potremmo apporre una croce su tutti i simboli contenuti nella scheda elettorale o apporre una croce che invada due o più spazi relativi a vari simboli, o apporvi i nostri stessi dati, provocando così il sicuro annullamento della scheda elettorale da parte del Presidente del seggio elettorale di cui trattasi e degli altri membri di questo. L’importante, quindi, è andare a votare. Solo in questo modo l’eventuale nostro dissenso potrebbe essere preso in considerazione e su questo i nostri politici potrebbero veramente meditare. Quindi andiamo a votare in qualunque caso, non restiamo a casa né andiamo in gita nei giorni della votazione. Non disertiamo le urne, perché non serve a nessuno.

Esercitiamo il nostro diritto/dovere nel modo che riteniamo più giusto.

Pensiamoci!