Dedicata al faraone Merenptah, figlio di Ramses il Grande, divenne nota come la Stele di Merenptah, conservata oggi al Museo del Cairo.

Stele di Merenptah

Per gli antichi egizi questa era la Stele della Vittoria, poiché commemora la vittoria su un popolo straniero. Le iscrizioni geroglifiche sulla stele, celebrano la vittoria di Merenptah sulla Libia, il suo nemico occidentale. Ma in due righe, che sembrano aggiunte in un secondo momento, il sovrano nomina anche le sue conquiste sulle popolazione dell’est. Il testo dice: “Ascalona è stata condotta in catene, Ghezer è stata fatta prigioniera, Jenoam è stata conquistata, Israele è stata sconfitta e il suo seme non esiste più“.

La storia proverà che, l’arrogante vanto del faraone, era un errore poiché invece di segnarne l’annientamento, la stele di Merenptah annuncia l’ingresso al mondo di un popolo chiamato Israele. La precisa cronologia egiziana, incisa sulla stessa, data questi eventi nel 1.208 a.C. e dà la prova che persone chiamate israeliti, abitavano nella regione di Canaan più di 3.000 anni fà.

Gli antichi israeliti sono conosciuti grazie ai racconti a noi familiari, che ne narrano la storia, da Abramo a Isacco, da Mosè e i 10 comandamenti, Davide e Golia, coloro che scriveranno la Bibbia. Attraverso la scrittura della Bibbia Ebraica, le loro antiche credenze sopravvivono per diventare il Giudaismo, una delle più antiche religioni, lasciando in eredità la fede in un unico Dio. Questa fede diventerà il fondamento di altre 2 grandi religioni monoteiste come il Cristianesimo e l’Islam.

 

Foto copertina: Geroglifico sulla Stele di Merenptah che indica l’esistenza di Israele

Fonte articolo e foto: Fabio Giovanni Rocco, misterieprofezie.blogspot.com/2020/11