Nove mesi fa, nel braccio di mare dove furono ritrovati i famosi Bronzi di Riace, è riemerso un manufatto legato a una della due statue. Da quanto rivelato dalla Soprintendenza, si tratterebbe di un occhio dotato di iride e pupilla, completo di alette di fissaggio. Ad averlo individuato, lo scrittore Giuseppe Braghò, ripetendo per certi versi una delle scoperte che hanno cambiato la storia. Finora, ad occuparsi dell’oggetto i Carabinieri del Nucleo Speciale Beni Archeologici, nelle cui mani sono custoditi anche alcuni chiodi da costruzione e un rivetto, che si suppone appartenere alla nave che trasportava i Bronzi. Non si sa ancora se l’occhio appartiene al Bronzo A o al fantomatico e misterioso “Terzo Bronzo” – di fattura e dimensioni differenti alla statua B, e di chi esisterebbero delle descrizioni documentate – ma di certo, ora dovrebbero finalmente partire indagini conoscitive che potrebbero portare al recupero di altri possibili reperti, che si suppone depositati sul fondo marino, mai completamente esplorato dai subacquei o dagli archeologi.

FONTEinitalia.virgilio.it
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