Lutto per la Germania e il calcio europeo in generale, in quanto è scomparso alla veneranda età di settantacinque anni Gerd Müller, colui che è stato considerato di diritto il più forte centravanti della storia del calcio tedesco e uno dei più forti nell’ambito di tale sport. Campione d’Europa 1972 e del mondo nel 1974 con la Germania Ovest e, in precedenza, terzo nel Mondiale messicano del 1970, quando i tedeschi vennero sconfitti dall’Italia per 4-3 nella mitica semifinale di Città del Messico, considerata all’unanimità come la “Partita del Secolo”, dove riuscì a segnare una doppietta, per poi salire in cattedra nei tempi supplementari con il gol del provvisorio 2-1 al 94’ e poi con quello del 3-3 all’inizio del secondo tempo supplementare, un minuto prima della rete decisiva di Gianni Rivera, che fece vincere all’Italia non solo la partita, ma anche di poter approdare alla finale persa poi contro il Brasile, che era vittorioso per 4-1.

Dopo quell’esperienza, Müller è riuscito a griffare entrambe le finali vinte dalla Germania, grazie a una doppietta nel 3-0 all’Urss, finale di Euro 1972, insieme al gol decisivo contro l’Olanda nella finale del Mondiale 1974, svoltosi proprio in terra tedesca, in quella che viene gloriosamente ricordata come l’ultima delle sue sessantadue partite con la maglia della selezione nazionale, condite dalla bellezza di sessantotto gol. Per tutta la sua brillante carriera Gerd Müller ha legato il proprio nome alla squadra di club del Bayern Monaco, dove ha militato per circa quindici stagioni, dal 1964 al 1979, realizzando quattrocento quattro reti con in bacheca quattro campionati nazionali e tre Coppe dei Campioni, venendo ricordato come il miglior realizzatore nella storia del club bavarese. Il periodo post-calcio finisce per portarlo nel tunnel della depressione e dell’alcolismo, prima di riuscire a diventare allenatore nel settore giovanile del Bayern Monaco che, il sei ottobre 2015, tramite un comunicato stampa, rende noto che Müller è affetto dal morbo di Alzheimer, finendo per vivere un periodo in un centro medico specializzato, rimanendo ormai bloccato a letto con lunghi periodi di veglia, e dormendo proiettato verso la propria fine.