Il 15 gennaio 1947, una donna a Leimert Park vide qualcosa che sembrava essere un manichino smontato e, avvicinatasi, scoprì che si trattava del cadavere di una donna tagliata a metà. La giovane era Elizabeth Short, nata a Boston e trasferitasi da piccola a Medford (Massachusetts) con la madre e le quattro sorelle, dopo essere stati abbandonati dal padre. Cresciuta nel mito di Marlene Dietrich, bramava la fama e il successo, ma iniziò a lavorare come cameriera ai tavoli e fu quasi a un passo dal matrimonio, ma il suo fidanzato morì in un incidente aereo e, una volta giunta ad Hollywood per cercare di diventare una celebrità, venne soprannominata Dalia Nera a causa della sua passione del film “La dalia azzurra” e l’abitudine a vestirsi in nero.

Identificata in meno di un’ora, in quanto arrestata per aver consumato alcolici prima della maggiore età, fu trovata nuda e tagliata all’altezza della vita, con segni di tortura, capelli tinti di rosso e dissanguata, mentre il volto era stato sfregiato con un taglio da un orecchio all’altro, in stile Joker. I giornali la ribattezzarono Black Dalia, la Dalia Nera, rendendola, nella morte, famosa come aveva sempre sognato. Pochi giorni dopo, il presunto autore di tale efferato delitto telefonò al giornale “Los Angeles Examiner” lamentandosi della poca attenzione al caso e promettendo di inviarne gli abiti, che furono recapitati e, secondo la ricostruzione degli investigatori, la Short sarebbe stata vista l’ultima volta la sera del 9 gennaio 1947 nella hall del Biltmore Hotel di Los Angeles, in compagnia di un uomo sconosciuto e mai identificato.

Con l’autopsia si scoprì che il corpo era stato sezionato con precisione chirurgica e svuotato del sangue, da quello che sembrava essere un assassino ossessivo, meticoloso, metodico, che aveva ucciso senza fretta e paura di essere scoperto e che poi, per la ricerca della fama, aveva abbandonato il cadavere allo scopo di farlo ritrovare.

Ad oggi, esistono cinque sospetti principali:

1) Robert M. Manley: l’ultima persona ad avere visto Elizabeth viva e il primo sospettato nei giorni successivi: rilasciato dopo vari test e verifica del suo alibi.

2) Walter Bayley: aveva vissuto vicino alla vittima fino all’ottobre del 1946, e sua figlia era amica di Virginia Short, la sorella di Elizabeth, di cui fu anche testimone di nozze: morto nel 1948 per una malattia degenerativa senza che si trovassero delle prove su di lui.

3) George Hodel: finito sotto osservazione dalla polizia di Los Angeles nell’ottobre 1949, dopo essere stato accusato dalla figlia quindicenne di molestie. Poiché il caso suscitò qualche sospetto con l’omicidio della Dalia nera, le autorità lo tennero sotto sorveglianza dal 18 febbraio al 27 marzo del 1950, e una sua paziente con problemi mentali, raccontò di avere trascorso con lui del tempo vicino all’Hotel Biltmore, ma la figlia dichiarò che la notte dell’omicidio suo padre era a un party. Nel 2003 il figlio Steve, ex-detective della Sezione Omicidi della Polizia di Los Angeles, pubblicò un libro in cui affermava che il padre, deceduto nel 1999, era il responsabile sia dell’omicidio della “Dalia Nera” che di un ampio numero di omicidi irrisolti commessi in vent’anni; non esistono però prove effettive e concrete.

4) George Knowlton: accusato dalla figlia di averlo visto uccidere Elisabeth Short tramite ricordi riaffiorati in una terapia, e non giudicati attendibili dalla polizia: morto in un incidente stradale nel 1962.

5) Orson Welles: accusato da Mary Pacios, ex-vicina di casa della famiglia Short a Medford, in quanto il regista richiese il passaporto il 24 gennaio del 1947, poco dopo il delitto, nello stesso giorno in cui il killer aveva inviato gli effetti personali della vittima al giornale di Los Angeles, lasciando gli Stati Uniti senza avere completato il montaggio di Macbeth, rimanendo per circa dieci mesi in Europa. Ogni richiesta della Republic Pictures di farlo tornare negli Stati Uniti per finire il film fu accolto con un categorico rifiuto: su di lui non venne trovata alcuna prova che lo inchiodasse per l’assassinio della Short.

 

FONTEbrividihorror.it
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