Stabilire un nuovo Guinness World Record, è questo l’ambizioso obbiettivo dei 40 pizzaioli che il prossimo 23 giugno si scontreranno a Paradiso, cittadina di Lugano, per realizzare in 24 ore il maggior numero di pizze possibile superando l’attuale record. 

Claudio Ospite, Presidente dell’Istituto Nazionale della Pizza e realizzatore dell’evento sottolinea:”Sono 40 i pizzaioli che si cimenteranno nel tentativo di record e che dalle 11.00 del mattino fino all’1 di notte sforneranno pizze con l’obiettivo di superare il record attuale di 10.100 raggiungendo quota 11.000 pizze. Tuttavia, i maestri napoletani hanno ben altre ambizioni!
L’intenzione è quella di superare il record in 15 ore.                                                                                                              
Considerando che i 40 maestri  impegnati nell’impresa disporranno di 6 forni, dovrebbero riuscire, in media a sfornare dalle 800 alle 1.000 pizze all’ora”.                                                                                                                                                                                     Ma se il Record è Mondiale, non poteva essere da meno il gesto di solidarietà, perché :” …le prime 2000 pizze verranno devolute in beneficenza alle associazioni umanitarie locali, mentre le restanti allieteranno i palati degli spettatori presenti.” La promessa è che anche superato il record, i pizzaioli continueranno nella produzione per soddisfare qualunque richiesta fino a tarda notte.

7 le pizzerie campane in gara, mentre in campo, la cittadina svizzera che ospita l’evento, ne ha schierata solo una. Le partecipanti sono: Pizzeria Porzio, Pizzeria da Gennaro, Pizzeria da Tonino, Pizzeria ‘o sole mio, Pizzeria ‘o sarracino, il gruppo la piccola Napoli di Paco Linus e la pizzeria Verace di Paradiso, Pizzeria ‘o Curniciello.

Ed è proprio quest’ultima, la Pizzeria ‘o Curniciello a destare il nostro interesse, perché i suoi maestri pizzaioli promettono di riuscire a realizzare 12.000 pizze in 15 ore!                                                                             E’ d’uopo chiedere tanto ardimento da dove provenga e così Enzo Fiore uno dei titolari, inizia il suo racconto riportandoci nel lontano 1959, quando un ragazzino, Armando Fiore, decide a dieci anni di divenire garzone di cucina nel “Circolo Artistico” per imparare un ‘mestiere’. Trascorrono alcuni anni e questo lavoro si trasforma in vera passione, passando da Commis del “Circolo Nautico” e del “Circolo Savoia” a Cuoco in Seconda al “Capriccio” , per poi, ormai ventenne, divenire Cuoco di Partita al grande ristorante “Salvatore a Mergellina”, con l’appellativo di SQUAQUECCHIA. I tempi sembrano essere maturi ed Armando con alcuni colleghi decide di aprire un ristorante, il pluristellato “Al Sarago”. Lo squasquecchia cresce affiancando lo Chef Giuseppe Abbruzzese (detto Peppe O’ Calabrese) e diviene poco dopo lo Chef, che per anni ha deliziato i palati di tantissimi commensali, tra cui artisti dello spettacolo, personalità della politica e calciatori (tra cui Diego Armando Maradona).

Armando è ormai un uomo maturo, con cinque figli, due dei quali decidono di seguire le sue orme. Il primogenito è Pasquale, LINO, che grazie ad una lunga e onorata gavetta, ha costruito la propria carriera nel mondo dei piazzaioli. I suoi primi passi li ha mossi nella famosa pizzeria “Di Matteo”, dove ha servito personalmente la pizza al Presidente Americano Bill Clinton durante il G8 del ’94. E’ passato poi per l’antica pizzeria “Portalba”, ed ancora “Aiello” e lo stesso “Al Sarago”, ed infine la “Fazenda” a Marechiaro.

Nel frattempo, Vincenzo, Enzo secondogenito, alterna esperienze e gavetta tra ristoranti e pizzerie, passando anch’egli per “Di Matteo” e il “Al Sarago”; ma lo spirito d’avventura e il desiderio di conoscere culture nuove e sperimentare piatti sconosciuti, lo portano a viaggiare, imparando abbinamenti nuovi, ma anche esportando la ‘nostra cucina napoletana’ per il mondo. Divenuto uno chef internazionale, incomincia a curare l’apertura e l’avvio di diversi ristoranti per conto dei “Fratelli La Bufala” e “Rosso Pomodoro”, ma anche ai Caraibi in Guadelupe, di un ristorante italiano “Caruso”, per andare poi in Corsica e lavorare in un ristorante a cinque stelle “U Ricantu”. Infine viaggia e si arricchisce di esperienze in Francia al La Rochelle, Bordeaux, Nizza e Parigi, incontrando e cucinando per grandi nomi, tra cui Francis Vuitton, Santini (proprietario di Canal Plus), Alain Prost (pilota di Formula 1), Bob Sinclar, Bruno Bagnoud (proprietario della Air Glaciers Svizzera) Edwin van der Sar (portiere) Eric Daniel Pierre Cantona (calciatore, dirigente sportivo e attore), Cyril Lignac (Chef stellato e proprietario di 3 ristoranti a Parigi).

Al termine del racconto breve ma esaustivo di Enzo, abbiamo fugato ogni dubbio in merito all’ardimentosa prova che andranno a sostenere, ed alla sicura riuscita di sfornare 12.000 pizze in 15 ore, perché parliamo di tre maestri che vengono da una lunga tradizione di famiglia ed un’altrettanto lunga e consolidata esperienza, che uniti dal desiderio di rendere l’ARTE CULINARIA magia del palato, hanno deciso di dar vita alla Trattoria-Pizzeria O’ Curniciello.

Non ci resta allora altro da dire”…che vinca il migliore!”, toccando magari, scaramanticamente…‘o Curniciello!