Attualmente quasi tutta l’elettricità che il nostro paese consuma viene importato o prodotto con materie prime importate. Mario Draghi, Presidente del Consiglio, lo ha puntualizzato durante il question time riguardante le sanzioni alla Russia. Da esso, inoltre, è emersa la necessità, per l’Italia, di essere energeticamente autosufficiente.

La soluzione, che si pensa di adottare, è quello di puntare sulla fusione a confinamento magnetico, giudicata l’unica via possibile per riuscire a realizzare reattori commerciali che siano in grado in grado di fornire energia elettrica in modo economico e sostenibile. A sviluppare tale strategia “nucleare sicura” il Consorzio EUROfusion, che gestisce i fondi Euratom pari a oltre cinquecento milioni di euro per un periodo tra il 2021 e il 2025, e che prevede l’entrata in funzione del primo prototipo di tale reattore a fusione nel 2025 / 2028.

Inoltre, risulta evidente la necessità di una diversificazione da raggiungere in maniera rapida, intervenendo anche sul risparmio energetico e puntando sulle energie rinnovabili. Per il momento, la transizione per le rinnovabili richiede investimenti nella ricerca che sta riuscendo a produrre innovazione con un ritmo alquanto inimmaginabile fino a poco tempo fa. Bisogna osservare come oggi il green deal europeo sia diventato diversificazione, rapidità e innovazione nel campo dell’energia rinnovabile.