Quirinale: in occasione della festa della donna il presidente Sergio Mattarella ha espresso parole forti, dichiarando:”Lo sfruttamento sessuale delle donne è una pratica criminale purtroppo diffusa. È bene chiamare questa condizione con il nome appropriato: schiavitù. Si tratta dell’infame schiavitù del nostro secolo”.

Ha continuato senza esclusione di colpi:”Non dovrebbe essere necessario ribadire che la civiltà non potrà mai convivere con la schiavitù. Dove questa sussiste, la civiltà è negata. Nessun compromesso è accettabile. Nessuna tolleranza può essere mascherata da realismo o da opportunismo. La tratta va sradicata. Colpendo chi controlla il traffico delle schiave costrette a prostituirsi. Stroncare il traffico è compito delle forze di polizia, dei magistrati, delle istituzioni nazionali e degli organismi internazionali. Ma tutta la società civile è chiamata a fare la propria parte, agendo con responsabilità e coerenza morale. Nessuno può restare indifferente. Non possiamo continuare ad assistere inerti alla violenza nelle case e nelle strade. Ancora ieri, nel nostro Paese, sono state assassinate due donne – Alessandra e Fortuna – vittime di una violenza prodotta da distorte e criminali mentalità di possesso e dominio”.

Tutta l’italia mobilitata per l’8 marzo con trasporti fermi e cortei.

Tra le varie organizzazioni estremamente attive sul territorio, come sempre, l’associazione “Non una di meno“, che ha l’obiettivo di sensibilizzare contro la violenza maschile sulle donne, e non solo, anche sulla discriminazione di genere, la precarietà, l’accessibilità al lavoro, alla casa, alla parità salariale, all’educazione scolastica, alle politiche di sostegno alla maternità e paternità condivisa. L’invito è quello di aderire alle manifestazioni abbandonando qualsiasi tipo di attività, gratuita o retribuita, così da far sentire prepotentemente lo sciopero sui posti di lavoro, nelle case, nella scuola, negli ospedali, nelle piazze.

Dati allarmanti ci vengono dal sito dell’associazione: “In Italia una donna su tre tra i 16 e i 70 anni è stata vittima della violenza di un uomo, quasi 7 milioni di donne hanno subito violenza fisica e sessuale, ogni anno vengono uccise circa 200 donne dal marito, dal fidanzato o da un ex. Un milione e 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni di età. Un milione di donne ha subito stupri o tentati stupri. 420 mila donne hanno subito molestie e ricatti sessuali sul posto di lavoro. Meno della metà delle donne adulte è impiegata nel mercato del lavoro ufficiale, la discriminazione salariale va dal 20 al 40% a seconda delle professioni, un terzo delle lavoratrici lascia il lavoro a causa della maternità“.

L’invito all’azione del 2019 mira a velocizzare l’uguaglianza di genere in ogni ambito sociale, ricordando che dalle stime di Eurostat è emerso che l’Italia dopo Malta presenta le maggiori differenze salariali tra uomini e donne tra i 20 e i 64 anni. In Italia gli uomini guadagnano circa il 19,8% in più delle donne, mentre la media dell’Unione europea è dell’11,5%.

Manifestazioni, eventi, incontri e flash mob dunque, in tutta la Nazione, al fine che ci sia una concreta e definitiva presa di coscienza dell’assoluta parità tra uomini e donne, così da camminare fianco a fianco in un reciproco arricchirsi.