Un incidente stradale nel Midwest ha visto protagonista una donna che a causa di un forte scontro frontale ha perso la vita. Quest’ultima era iscritta nella lista dei donatori d’organi, motivo per il quale, dopo esser certi di un cuore che non batteva più, i medici hanno prelevato i suoi polmoni per trapiantarli in quelli di una paziente ricoverata e desiderosa di poter tornare a vivere una vita normale.

Un gesto nobilissimo da parte di colei che ha vissuto l’incidente quello di donare in caso di morte gli organi, gesto che ha però finito per spegnere definitivamente le speranze della donna in attesa di trapianto.

Il motivo? Gli organi donati erano infettati dal patogeno pandemico, nonostante fossero stati fatti i test prima dell’intervento che erano risultati negativi come il tampone rinofaringeo della donatrice. Questa prima di morire, era assolutamente inconsapevole di aver contratto il coronavirus in quanto non aveva nessun sintomo che potesse farle venir il dubbio di un possibile contagio.

La positività della donna “asintomatica”, è sfuggita ai test di controllo fatti nel laboratorio che di solito sono super spigolosi e dettagliati e solo in casi rarissimi lasciano “passare” malattie infettive. Quanto è successo è di sicuro destabilizzante per un motivo in particolar modo: due donne hanno ingiustamente perso la vita per due ragioni che non hanno nessun fondamento, una ha visto il suo cuore fermarsi per un brutto incidente e l’altra in attesa di un futuro più lungo si è ritrovata in una situazione che non dovrebbe MAI capitare in un ospedale.

Alla luce di questo, i medici da oggi in poi raccomandano di effettuare un doppio test sugli organi prima di trapiantare, il secondo 24-48 ore dopo il primo controllando attentamente anche una seconda cosa, ovvero stare attenti alla negatività delle basse vie respiratorie.

 

Fonte foto: Aido.it