Continua, ancora per qualche giorno, l’ondata di maltempo che da una settimana colpisce Napoli e buona parte della Regione Campania: rovesci più o meno intensi si susseguiranno fino a martedì, quando, pare, avremo finalmente una giornata di bel tempo.
Il cambiamento climatico non ci ha risparmiato, neanche quest’anno, fenomeni climatici estremi e potenzialmente pericolosi, obbligando la Protezione Civile regionale a diramare un’Allerta Meteo di tipo arancione.
Questa sarà ora estesa, viste le criticità riscontrate, anche alla giornata di domenica 28 novembre fino alle ore 18:00.

Nelle zone 1,3,5,6 e 8 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; costiera Sorrentino-Amalfitana, monti di Sarno e Piacentini; Fisciano e Alto Sele; Piana Sele e Alto Cilento; Basso Cilento) sono previste “precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio e temporale, puntualmente di moderata o forte intensità. Venti forti sud-occidentali con possibili raffiche nei temporali. Mare agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte”.
La preoccupazione principale è, però, il dissesto idrogeologico.
Questo fenomeno, di cui tanto si discute, ma che nessuno prova ad affrontare, può risultare pericolosissimo in caso di forti piogge come quelle di questi giorni. In particolare, la Protezione civile della Ragione Campania, segnala nelle medesime aree “dissesto idrogeologico diffuso con instabilità di versante, anche profonda, frane e colate rapide di fango”.

Le autorità competenti sono invitate a:

  • verificare il regolare funzionamento del reticolo idrografico e dei sistemi di raccolta e allontanamento delle acque piovane.
  • controllare le aree a rischio frana, individuate nei p.s.a.i. dalle autorità di bacino e dei pendii soggetti a fenomeni di erosione e le zone sottostanti i versanti per la possibilità di trasporto a valle di materiali solidi, per effetto di ruscellamenti superficiali.
  • monitorare le aree alluvionali ed i corsi d’acqua che attraversano il proprio territorio con particolare riguardo ai punti singolari (ponti, aree golenali, restringimenti dell’alveo e alveo-strada, ecc.).
  • prestare attenzione alle zone depresse, ai sottopassi stradali, ai luoghi della rete stradale prossimi ad impluvi, canali e corsi d’acqua soggetti ad esondazione.
  • prestare attenzione a tutte le strutture soggette alle sollecitazioni dei venti (pali della pubblica illuminazione, strutture provvisorie, gazebo, ecc.) e le aree alberate del verde pubblico.
  • segnalare con ogni utile dispositivo, sulle zone montuose, la riduzione di visibilità sulla rete stradale di propria competenza.

Uno sforzo non indifferente che cade sempre più spesso sulle spalle di Comuni piccoli e grandi, che necessiterebbero di un sostegno economico molto più importante dei soli 15 miliardi stanziati nel PNRR per far fronte al rischio idrogeologico.