Napoli. “Pride and Prejudice”:  un giro di boa per la psicologia femminile in materia di amore, un vero e proprio cult. Il libro, scritto dalla scrittrice britannica Jane Austen, pubblicato nel 1813, ha da subito riscosso successo e fama tra le giovani fanciulle britanniche e del mondo intero.

Racconta le vicende di una famiglia, la Bennet con ben 5 figlie da maritare e con grande ironia la Austen tratta il tema sociale di assurgere ad un matrimonio vantaggioso per un collocamento sociale adeguato dell’intera famiglia. L’amabile stile inglese è pienamente reso con l’educazione delle fanciulle richiesta dall’establishment  Britannico vigente allora.

Tra tutte spicca la figura di Elizabeth, di grande arguzia ed ironica consapevolezza che al sense predilige il sensibility scegliendo l’amore ad un matrimonio di convenienza. Che poi, guarda caso, questo amore corrisponda ad un notevole patrimonio e bellezza è casuale e minoritario rispetto al tratto psicologico della fanciulla che vi arriva dopo un tortuoso percorso insidiato dal pregiudizio e dall’orgoglio.

 Cosa rende ancora così moderno questo romanzo, soprattutto tra le lettrici femminili, proprio l’orgoglio e il pregiudizio che spesso paralizza noi donne nel manifestare i propri sentimenti alla persona amata. È quel fregolio nelle viscere che dà verve al sentimento che cresce proprio per la complicanza di un esito. È lì che c’è il piacere forse un po’ masochista in cui ci si rintana. Troppo semplice sarebbe dirsi di piacersi punto, molto più intrigante è il gioco di sguardi e di seduzione a distanza e di far sorgere il dubbio di essere o meno fulcro di interesse per l’altro.

Molte sono state le rappresentazioni cinematografiche e televisive. La BBC nel 1995 mise in onda la produzione a puntate dove il Mr Darcy, in una scena memorabile in camicia bianca bagnata ed aderente al corpo aitante di Colin Firth, scosse i torpori di molte telespettatrici tanto da darne un tributo nel film di Bridget Jones che prende a piene mani dall’originale ottenendo un grande successo esplicati nei due successivi sequel.

Nel 2005 la produzione hollywoodiana ne dà merito con il ‘Pride and Prejudice’ di Joe Wright un bellissimo film tratto dal libro in modo fedele nei vivaci dialoghi tra i personaggi. Un cast di alto livello: Elizabeth interpretata da Keira Knightley, Darcy il bel Mattew Macfadyen, una colonna sonora superba che ha meritato una candidatura agli Oscar insieme ad altre nomination al film.

Oltre alla magnifica interpretazione di Donald Sutherland nelle vesti dell’adorabile sornione Mr Bennet, merita attenzione Mrs Bennet interpretata da Brenda Blethyn. Il ritratto di questo personaggio, cesellato dalla penna della Austen,  ha un tratto specifico di una donna a volte ingombrante e imbarazzante che ha come fine ‘sistemare’ le proprie figlie. Ne esce anch’essa adorabile perché mossa da un sentimento puro e genuino.

La scena ideale del sogno romantico di Mr Darcy che all’alba appare dal campo di girasoli con la consueta camicia bianca da una notte in bianco passata a pensare d’amor, è il sogno di tutte. Se poi i segni di una notte in bianco danno quell’aria trasandata da aumentarne il fascino allora il cerchio magico è chiuso.

Consiglio la visione del film a tutte le donne e magari agli uomini con un taccuino degli appunti. Unica controindicazione: ogni riferimento a spunti reali è puramente illusorio ma un pizzico di orgoglio e pregiudizio rende più appetitosa una ricetta d’amore.