Il 1992 fu un anno terribile sia per le morti di due onesti magistrati: Falcone e Borsellino e sia perchè iniziavano le prime inchieste da parte della magistratura milanese nei confronti di vari politici appartenenti a quasi tutti gli schieramenti politici.

I Magistrati che appartenevano a quel pool erano tre Davigo, Colombo, Di Pietro. Il capo del pool era D’Ambrosio, ma a supervisionare su tutti, in assoluto, era Francesco Saverio Borrelli, deceduto pochi giorni fa.

Gli avvisi di garanzia, notificati a quelli che poi divennero imputati in innumerevoli processi, pur consistendo in semplici richieste di precisazioni da parte dei giudici, fioccavano dappertutto. Per la prima volta si facevano veri processi a quei politici che vennero condannati successivamente per vari reati contro la pubblica amministrazione. Tra questi, a parte i suoi indiscussi meriti, figurava persino Bettino Craxi, rimasto celebre per un suo discorso alle Camere e riparò in Tunisia nella sua dimora  presso Hammamet.

Il predetto pool lavorò alacremente per anni per cercare di abbattere reticenze connivenze e silenzi. Era il periodo del neo-TG4 di Emilio Fede, della Lega che faceva i primi passi in Parlamento, di giornalisti sconosciuti come Brosio.

L’Italia stava cambiando, la gente stava cambiando, la politica doveva cambiare nel rapporto con i cittadini: pena la condanna all’isolamento e la progressiva perdita di fiducia verso le istituzioni da parte dei cittadini della nostra Repubblica.

L’Italia cambiò radicalmente la sua visuale anhe sotto la spinta delle prime spinte europeistiche che in quell’anno sfociarono nel Trattato di Maascricht. La meteora giudiziaria provocò uno tsunami che a sua volta mise le basi per una nuova visione della politica, dei rapporti con i cittadini, con l’Unione Europea.

Oggi il cambiamento è batteriologico, questa crisi non interroga, non manda in prigione, non accusa, ma uccide in silenzio. Essa ha un nome il coronavirus o Covid-19, come una dlele tre Parche dell’antichità che ghermisce le sue vittime uccidendole, condannandole ad una morte atroce e solitaria, perché nessuno dei loro familiari potrà mai assisterli al loro capezzale.

Oggi combattiamo contro le forze della natura più volte e pesantemente violate dall’essere umano. Tutto questo presto passerà, poterà via questa infezione e tutti torneremo a riabbracciarci e a stringerci la mano, ma con una certezza in più: l’unità di un popolo che vince sempre. Lo fu anche al tempo di ‘mani pulite‘ che vinse proprio perchè ebbe il favore di larghe parti della popolazione.