Alcuni anni fa, la Nasa ha effettuato una diretta TV per rivelare il più grande mistero di Marte: perché la sua atmosfera è scomparsa?

Grazie alla sonda Marven (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) in orbita attorno al Pianeta Rosso, si sono potuti raccogliere molti dati ed elaborare uno studio che spiegherebbe perché di tale fenomeno. Un tempo remoto il pianeta era più simile alla Terra: vi scorreva acqua liquida, la temperatura era più alta, c’era la presenza di vegetazione, di conseguenza vi era la vita. Ora è un pianeta freddo, arido. L’atmosfera marziana era simile alla nostra, gli ioni erano composti da ossigeno molecolare, anidride carbonica e ossigeno atomico, adesso è composta per lo più da anidride carbonica ed è sottilissima. Secondo lo studio della NASA la colpa sarebbe da addebitare alle tempeste solari che nel tempo hanno letteralmente ‘strappato’ via l’atmosfera marziana, a conferma un’esplosione solare di forte intensità avvenuta sul Sole l’8 marzo 2015, ha indirizzato gli studiosi su su questa ipotesi-soluzione.

Il flusso di particelle che arrivano su Marte durante una tempesta solare accresce enormemente il numero di ioni (atomi o molecole che hanno perso uno o più elettroni) trascinati nello spazio, dieci volte più del normale, e si è rilevato un attorcigliamento ed un avviluppamento su se stesse delle linee del campo magnetico, lungo le quali sfuggono gli ioni dell’atmosfera marziana. Poiché si suppone che in passato le esplosioni solari fossero molto più abbondanti di oggi, la deduzione ha portato a constatare che l’atmosfera di Marte venne sottoposta a una forte riduzione degli elementi che la componevano, determinandone così la perdita. Non possiamo non  ricordare altre ipotesi dove vengono osservati alcuni detriti e rovine inquietanti… e quindi molti ‘fantasiosi’ e tanti studiosi si chiedono: sono state davvero le tempeste solari la causa della distruzione dell’atmosfera del Pianeta Rosso?

Fonte aricolo & foto: Roccoblogger, https://telodiciamonoisevuoi.altervista.org/2015/11/06/marte-ecco-ha-perso-latmosfera, 6 novembre 2015