Dell’amore da parte di Dostoevskij per la città di Napoli se ne trovano poche tracce, che tuttavia descrivono un legame forte e viscerale nato durante la permanenza dello scrittore russo in Italia. L’autore di grandi capolavori come “Le notti bianche”, “Memorie del sottosuolo” e “Delitto e castigo” visitò infatti per ben due volte il nostro Paese e non perse l’occasione di elogiarne le virtù e criticare aspramente alcuni aspetti di natura per lo più politica, portando nelle sue riflessioni parole di apprezzamento proprio per la città partenopea.

Come molti altri scrittori e artisti del suo tempo, Fedor Dostoevskij fu dunque un sincero ammiratore delle bellezze italiche, da nord a sud, tanto da parlarne a cuore aperto nelle sue memorie di viaggio come di un luogo dall’assoluto fascino. Durante la sua prima permanenza in Italia, Dostoevskij ebbe modo di soggiornare nel 1863 nella Torino capitale del Regno, una città dall’animo nobile e dall’incredibile eleganza, per poi scendere a Roma e godere di tutto il suo patrimonio in una settimana dominata dal caldo e dalle ricchezze storiche dell’antico Impero.

Pochi anni dopo, lo scrittore non perse occasione di ritornare nel Bel Paese per arricchire la sua conoscenza di un territorio così variegato sotto tutti i punti di vista: Milano, Firenze, Napoli, in ognuna di queste città Dostoevskij lasciò un pezzo di cuore, trasportando qui e là nei suoi scritti parte della sua meraviglia e dell’amore per questa terra. Fu proprio a Firenze che, nel 1868, Dostoevskij cominciò a scrivere uno dei suoi massimi capolavori, “L’idiota”, ed è in quest’opera che per la prima volta l’autore si riferisce in maniera esplicita alla città partenopea.

Qui lo scrittore descrive Napoli come una città moderna, aperta e vivace, definendola la “Nuova Gerusalemme”, un luogo in cui quella “bellezza che salverà il mondo” è insita nel DNA di un popolo e di una cultura che non si lasciano abbattere dagli eventi negativi. Pur vivendo un periodo difficile, fatto di difficoltà economiche e di condizioni di salute non eccelse, Dostoevskij fu quasi rianimato dalla positività dei napoletani e da un clima mite e soleggiato che forse contribuirono ad alimentare il suo amore per la città.

Furono probabilmente anche questi aspetti a spingere Dostoevskij verso critiche piuttosto dure nei confronti di Cavour e dell’unità d’Italia, all’interno di una sua raccolta di testi intitolata “Diario di uno scrittore”, nella quale venivano affrontate diverse tematiche di natura sociale, religiosa, storica e letteraria. Più che del Cavour uomo politico, Dostoevskij espresse una posizione particolarmente critica nei confronti dell’unità statuale dell’Italia, una nazione tale solo dal punto di vista culturale, in cui la riunificazione politica sarebbe confluita esclusivamente in “un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, con un’unità meccanica e non spirituale e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine“. La sua amata Napoli perse infatti gran parte delle sue ricchezze e una grossa fetta dell’economia nazionale finì per spostarsi proprio al nord, provocando un declino lento e inesorabile dell’intero Mezzogiorno.

Dostoevskij fu un uomo a tratti controverso, complesso nel suo disagio nei confronti dell’animo umano, oggetto di analisi dettagliate e dolorose all’interno dei suoi romanzi, ma fu anche un personaggio geniale che riusciva a far parlare di sé per episodi fuori dagli schemi. Basti pensare alla sua forte passione per il gioco, una parte importante della sua vita culminata artisticamente nel meraviglioso romanzo “Il giocatore”, caratterizzato da numerose scene ambientate nei casinò.

Ciononostante, la sua visione netta e precisa del mondo è ancora oggi studiata e apprezzata per quelle caratteristiche di sincerità con cui lo scrittore seppe raccontare non solo se stesso ma anche la società che lo circondava. In tal senso, le sue annotazioni sull’Italia e su Napoli rappresentano un patrimonio da conservare e rileggere continuamente, per non perdere il contatto con la ricchezza di un territorio che dovremmo imparare ad amare proprio come lui stesso ha fatto circa due secoli fa.

 

Fonte articolo e foto: https://www.senzalinea.it/giornale/dostoevskij-e-napoli-un-intenso-legame-tra-bellezza-e-mistero/, 30/11/2018

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