Negli ultimi anni, sempre più Paesi, si sono trovati ad affrontare la piaga degli incendi, resi estremamente frequenti dal riscaldamento globale.
Le immagini strazianti di gigantesche e antiche foreste andate in fumo in pochi giorni in Australia, Brasile, Stati Uniti ed Europa, hanno colpito fortemente l’opinione pubblica  mondiale sul momento, ma sono state presto dimenticate con la fine del periodo più critico.
C’è, però, anche chi ha preferito adottare il detto romano “Si vis pacem, para bellum”, sfruttando il tempo a disposizione per prepararsi alla prossima stagione degli incendi, partendo dalla manutenzione delle aree rurali.

Boschi e praterie, rimasti orfani del lavoro quotidiano di contadini e pascoli di bestiame, soffrono da anni una mancanza di manutenzione gravissima, che favorisce l’accumularsi di materiale ideale per la combustione.
Ma gestire queste aree è altamente oneroso per i governi, che spesso preferiscono voltarsi dall’altra parte quando si parla di prevenzione e lamentarsi quando avvengono disastri.

Per risolvere questo problema, il Centro Europeo del bisonte in Spagna, guidato dal veterinario Fernando Morán, ha dato vita ad un progetto volto a reintrodurre il bisonte nella penisola iberica.
Il bisonte europeo (Bison Bonasus) è il più grande animale erbivoro presente in Europa, o almeno lo era fino a 10mila anni fa, quando la fine delle glaciazioni e la colonizzazione umana del continente, hanno costretto il grande mammifero a ritirarsi in zone sempre più limitate.
Nonostante sia stato portato quasi all’estinzione negli scorsi millenni, il bisonte si rivela ora fondamentale nella gestione dell’ecosistema di buona parte d’Europa: soprattutto nelle aree rurali spopolate.

Ci si chiederà che funzione possa avere questo mammifero nel combattere gli incendi e, soprattutto, perché bisognerebbe preferire il bisonte ad altri animali, che già affollano ben più numerosi le foreste europee.
È presto detto.
Il bisonte, come animali analoghi di grossa stazza, è un elemento di importanza fondamentale per ogni ecosistema che si rispetti; un elemento che, attualmente, in Europa non c’è.
Con la sua massa imponente (può pesare oltre una tonnellata) e la sua voracità, questo animale effettua involontariamente una manutenzione efficientissima di boschi e praterie.
Inoltre, per i più timorosi, è importante notare che il bisonte non è un animale aggressivo.

Nonostante le sperimentazioni, apparentemente favorevoli, del Centro Europeo del bisonte in Spagna, la ricerca non ha ricevuto finanziamenti sufficienti né dall’Unione Europea né dal governo spagnolo.
I 150 bisonti gestiti attualmente dai ricercatori sono confinati in fattorie e aree speciali di alcuni parchi nazionali, ma non potranno essere rilasciati in natura senza ulteriori ricerche, che richiedono soldi…
…che non ci sono…
…e intanto la Spagna e il mondo bruciano.

FONTEFonte: repubblica.it Fonte immagine: Discasto, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons
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