Sono circa 30.000 i minori sottratti ai genitori, ed oltre 12.000 sono inseriti nelle comunità con rette giornaliere che arrivano a €400 a bambino.

Parliamo di un giro d’affari da oltre un miliardo di euro all’anno. Le Stime del 2018 ci riportano che degli oltre 12.000 ragazzini che vivono in casa e famiglia un quarto ha quale motivazione di ingresso l’incapacità educativa dei genitori.

Di grande rilievo è la durata della permanenza nella struttura di accoglienza, infatti il 62% dei bambini e dei ragazzi lo è oltre i termini di legge, vale a dire 24 mesi.  Addirittura in alcuni casi si arriva a 48 mesi e poco meno di un bambino su due rientra nel nucleo familiare di origine.

Si tratta di un vero business, che gira intorno alla già precaria condizione emotiva di  bambini che come “pacchi” si vedono spostare da un luogo all’altro, da un genitore all’altro.

Sarà davvero necessario tutto questo in ciascuno dei casi trattati?

 

FONTELaVerità.it
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