Uomo ceceno ucciso ieri a Nizza Monferrato nell’Astigiano! Maltrattamenti e miseria, questo quanto affermato dalla moglie di Akhyad Sulaev, 50 anni, e poi dalla figlia, Makka, 19 anni, fermata con l’accusa di omicidio aggravato dal vincolo familiare. Maltrattamenti rivolti prima alla consorte e poi alla ragazza, ma non ai tre fratelli più piccoli. L’uomo ieri si era licenziato, mettendo in difficoltà la famiglia. Anche per questo sarebbe nata la violenta lite che avrebbe portato all’accoltellamento.

A dare l’allarme, chiamando i carabinieri, un’amica, che si occupava dei fratelli più piccoli per i compiti scolastici. A parlare è l’avvocato Massimo Sfolcini, legale di Makka Sulaev, che è accusata dell’omicidio del padre. Il legale è preoccupato per le condizioni psicologiche della giovane e dice di essere in attesa della notifica degli atti per l’udienza di convalida del fermo. La famiglia era in Italia da cinque o sei anni ed era riservatissima, tanto da determinare solitudine e disperazione nell’indagata nel non poter trovare aiuto per la situazione in casa. La ragazza oltre a studiare con profitto, badava ai fratelli più piccoli e nel fine settimana, lavorava nello stesso locale dov’era impiegata la mamma, per aiutare economicamente. Tra di loro parlavano in russo e aveva un’amica in particolare, a cui aveva confidato la situazione.

FONTEAnsa.it
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