La crisi delle sale cinematografiche.

Un problema emerso con l’emergenza Covid, che ha costretto numerosi gestori a dover chiudere le proprie sale per diverso tempo, con l’effetto collaterale di spingere coloro che vi si recavano a cercare “soluzioni alternative”, che li hanno spinti ad abbandonarle in favore di una maggiore offerta di titoli a un prezzo spessopiù vantaggioso”. Ma accusare unicamente le piattaforme di streaming per una tale “mattanza” sarebbe un errore: con il tempo, i gusti e le tasche delle persone hanno subito un cambiamento lento e costante, mentre la qualità delle pellicole – un tempo in grado di attirare le masse grazie alla reputazione dei registi e degli attori – ha finito, involontariamente per abbassarsi, traducendosi in una disaffezione progressiva.

Inoltre, bisogna anche tenere presente le sempre più alte spese riguardanti la gestione delle multisale, con i prezzi di corrente e gas raddoppiati e, a volte triplicati, che rendono la competizione con “altre forme di intrattenimento” difficili. In passato, gli “artigiani cinematografici” – che si trattasse dell’adattamento di un romanzo o di un fumetto, o di una “storia originale” – erano in grado di dar vita a validi titoli in grado di accontentare i gusti del pubblico più vasto, che trovava qualche pellicola in grado di appassionarlo e di spingerlo a tornarvi, sperando di ripetere un’esperienza piacevole. Ad analizzare le prime fasi di tale decadenza, intorno alla fine degli anni ’80, vi ha provato il regista Ettore Scola con un duo d’eccezione come Marcello Mastroianni e Massimo Troisi, in quello che molti giudicano – dopo Nuovo Cinema Paradiso – il miglior omaggio alla Settima Arte: Splendor.

Jordan, proprietario della sala cinematografica Splendor ad Arpino, nel Basso Lazio, assiste, nella più totale impotenza, al declino del luogo in cui ha lavorato fin da bambino – dopo una fase di cinematografo itinerante in giro per il paese durante il ventennio, insieme al padre – per via dei guadagni sempre più stentati. Alla fine, dopo vari tentativi di rilancio infruttuosi, si troverà costretto a venderlo a un commerciante che intende trasformarlo in un locale commerciale. Sarà nella proiezione finale che si esprimerà il profondo sentimento di nostalgia per i film del passato e per una stagione ormai considerata conclusa, quando tutto il paese di riunirà per l’ultimo spettacolo, rendendo omaggio a un luogo che, per molti, era stato sinonimo di magia e meraviglia, in tempi più semplici e felici.

FONTEwikipedia.org
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