Nel Ragusano una giovane donna di 26 anni, Vittoria, riconosce in foto e video delle telecamere delle videosorveglianza, l’uomo che l’ha aggredita e violentata il 2 settembre scorso. La giovane era in auto di notte ed è stata fermata dall’uomo che aveva gridato aiuto per la moglie, ma sfortunatamente per la vittima era stata una scusa per violentarla per ore. Poi l’uomo minaccia la donna di morte: “so tutto di te, se parli ammazzo te e la tua famiglia”.

L’uomo si era avvicinato e le aveva detto che la moglie si era sentita male e che aveva bisogno di chiamare i soccorsi, ma poi rivela da subito le sue intenzioni minacciando di uccidere la donna con una grossa pietra. Mettendosi alla guida dell’auto e ha portato la sua vittima vicino al cimitero di un paese dove le ha rubato la borsa e letto ad alta voce le generalità della donna, minacciando di morte lei e la sua famiglia.

La giovane pochi istanti ed è stata violentata in auto e po portata in spiaggia dove si è lamentato della moglie, per poi riportare la vittima al cimitero e abusare nuovamente di lei. Infine si è fatto lasciare vicino casa, ma prima di scendere dall’auto è tornato a minacciare la donna di morte.

La giovane donna ha cercato aiuto chiamando gli amici, ma avevano i cellulari spenti, mandato dei vocali e ricostruendo le 3 ore di violenza subite, Da sola si è recata in ospedale, dove i medici hanno chiamato la polizia che dopo 12 ore ha arrestato l’uomo.

Il Gip di Ragusa ha convalidato il fermo per sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e rapina ed emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, durante i rilevamenti sono state trovate immagini di telecamere di sicurezza. Fondamentale è stata la dichiarazione e il messaggio vocale all’amica, che secondo il Giudice delle indagini, è una dichiarazione, della vittima, credibili perché “spontanee, immediate, lucide, precise, dettagliate e circostanziate e prive di significative contraddizioni o sbavature“.