Nel corso del 2020 la popolazione della Campania è diminuita di 85mila unità. Ma non è stato il Covid a produrre un tale risultato, ma la partenza dei residenti in altri luoghi.  Questo emerge dai dati del censimento Istat, che mostra come la popolazione sia andata decrescendo nel periodo di un anno: si parla dell’1,5% dal 2019 al 2020. A registrare il “record peggiore” il Sud Italia. Sul podio dello spopolamento svettano Molise, Calabria e Sardegna, con la nostra regione posizionata al quarto posto.

Una nota positiva, però, emerge: l’età media della regione è la più bassa del Paese, con quarantatré anni, contro quella nazionale di quarantasei. Per di più, l’indice di vecchiaia risulta il più basso del paese, con il rapporto tra la numerosità degli over sessantacinque e gli under sei, con un valore pari a quattro.

Un dato preoccupante, sia per la Campania che per il resto d’Italia: il vertiginoso calo delle nascite. Si parla di un saldo tra nati e morti che si aggira intorno a meno trecento trentacinquemila unità. In parte, per via della pandemia da Covid-19. Un tale dato non veniva rilevato dal 1918, dopo l’epidemia di influenza spagnola che, all’epoca, fece registrare meno 650mila deceduti.