Harakiri Napoli: dalla grande bellezza alla liquefazione totale.

Tristi riflessioni di gioco

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Ennesima sconfitta, la quarta su cinque gare, per il Napoli di Gattuso.

La terza di fila in un San Paolo irriconoscibile, e che appare essere oramai lo spettro di se stesso: svuotato, di gente e di supporto. La squadra del neo tecnico calabrese non riesce a risollevarsi, la sola vittoria col Sassuolo non ha dato nuova linfa ad un gruppo smarrito, incapace di incanalare un nuovo corso e costretto quindi a guardarsi sempre più le spalle, in una classifica tanto impietosa quanto spaventosa.

Quali siano le cause di questo tracollo é una domanda dalle risposte multiple, e tutte esatte: una società con un assetto di governance inefficiente, scelte tattico-gestionali rivelatesi errate, scarsa professionalità di calciatori la cui idea di autorità societaria è andata smarrendosi di partita in partita, per seppellirsi definitivamente poi sotto la burocrazia giurisprudenziale di ammende che ad oggi sono servite esclusivamente a riempire i titoli di quotidiani avvoltoi.

“Bisogna chiedere scusa ai tifosi e alla città, è stata una prestazione imbarazzante, oggi siamo stati inguardabili”: non usa mezzi termini, il tecnco del Napoli, Gennaro Gattuso, per commentare a Dazn l’ennesimo ko sotto la sua gestione: “In questo momento bisogna assumersi le nostre responsabilità. Abbiamo toccato il fondo e bisogna capire a cosa andiamo incontro, siamo una squadra senz’anima

Ottemperare alle criticità nel lasso di tempo di un campionato è cosa ardua, per non dire impossibile, ma resta la sola soluzione ad una piazza, ed ogni sua componente, che ha bisogno di ritornare a sentirsi tale.